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    Ex ambasciatore britannico rivela a chi poteva essere utile l'avvelenamento di Skripal

    © Sputnik . Alex McNaughton
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    Avvelenamento Skripal (120)
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    L'ex ambasciatore del Regno Unito in Uzbekistan ed attualmente difensore dei diritti umani Craig Murray ha rivelato chi avrebbe tratto beneficio dall'avvelenamento dell'ex agente dei servizi segreti russi Sergey Skripal, che aveva collaborato con le forze di sicurezza britanniche, e di sua figlia Julia.

    L'avvelenamento è avvenuto il 4 marzo a Salisbury. Londra sostiene che lo Stato russo stia dietro l'avvelenamento di Skripal con l'agente nervino A234, allo stesso tempo Mosca respinge categoricamente le accuse.

    "Non sto dicendo che i russi non hanno fatto questo", ha detto Murray all'inizio dell'intervista. "Intendo che ci sono altre opzioni sullo sviluppo degli eventi… <…> Non ci sono prove concrete che la Russia abbia fatto questo."

    Murray ha inoltre commentato le accuse pubbliche del capo della diplomazia di Londra Boris Johnson contro la Russia.

    "È interessante che durante la comunicazione con i giornalisti Boris Johnson e molti altri affermano che il veleno è arrivato dalla Russia, ma nelle dichiarazioni ufficiali del Parlamento e del Consiglio di Sicurezza dell'ONU si parla di "armi sviluppate in Russia." E' una formulazione molto diversa rispetto a quando sostengono che si tratta di un'arma chimica russa", ha evidenziato Murray.

    Rispondendo alla domanda su chi ha tratto benefici su questo attacco, Murray ha osservato che i rappresentanti dell'industria della difesa ed i vertici militari potrebbero aver avuto interessi in questa vicenda: "Accende una nuova guerra fredda. L'industria della difesa otterrà i massimi benefici da questi eventi con l'aumento della spesa militare. <…> In Gran Bretagna circa 100mila persone lavorano nel settore della difesa: in un Paese con 60 milioni di persone è un settore molto solido e redditizio. " Allo stesso tempo Murray ha aggiunto che per i conservatori il "caso di Skripal" è un modo semplice per legittimare le proprie posizioni."

    Secondo l'ex ambasciatore, i produttori di armi ed i militari sono interessati ad una guerra fredda in quanto "vedono rischi per i loro bilanci".

    "Sta iniziando un periodo con molte dichiarazioni militariste, non vale la pena contare sulla cooperazione internazionale", ha riassunto Murray.

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    Russofobia, Difesa, Sicurezza, Occidente, Geopolitica, Politica Internazionale, guerra fredda, Craig Murray, Sergei Skripal, Russia, Regno Unito
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