02:18 17 Dicembre 2018
Combattenti del Daesh

“L'ISIS è stato creato per spaccare e indebolire mondo arabo”

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Politica
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Sputnik ha intervistato l'ambasciatore dell'Iraq in Egitto, che ha espresso alcuni giudizi sulla politica interna e internazionale.

L'ambasciatore iracheno in Egitto Habib al Sadr ha raccontato a Sputnik che le recenti relazioni tra Russia e Iraq si stanno sviluppando molto attivamente, cosa nell'interesse di entrambi i Paesi. Ha rilevato che la Libia è stata volutamente trasformata in un centro di terrorismo e l'ISIS è stato creato appositamente per spaccare i Paesi del Medio Oriente. L'ambasciatore ha aggiunto relativamente alle prossime elezioni che sono una tappa storica nella determinazione del futuro del Paese: l'Iraq è completamente indipendente nel prendere decisioni e nessuno può esercitare pressioni.

In Iraq il prossimo 12 maggio si svolgeranno le elezioni politiche.

"Le prossime elezioni rappresenteranno un'importante punto di svolta nel processo democratico nel nostro Paese e completeranno la nostra storica vittoria sui terroristi del Daesh. La vittoria militare deve essere accompagnata da una politica, che sarà costruita su programmi nazionali e sulla cooperazione con diverse istituzioni".

L'ambasciatore ha osservato che la guerra contro un nemico comune per tutti gli iracheni, il terrorismo, ha reso unita e coesa la gente. Oggi si profilano le possibilità per superare le divergenze tra i vari gruppi etnici, i partiti politici e le confessioni religiose. Il governo iracheno prende tutte le decisioni in modo completamente indipendente e nessuno ha il diritto di dettargli cosa fare, ha detto Habib al-Sadr.

Sputnik: Pensa che la guerra al terrorismo che ha vissuto l'Iraq si ripeterà in Libia?

HA-Sadr: Ora la nostra sorella sta vivendo una grande crisi, numerose guerre interne si stanno avvenendo sul suo territorio. La forza economica è andata esaurita, le opportunità di sviluppo sono nulle. Il terrorismo cerca di distruggere questo paese e renderlo un focolaio di idee estremiste e terrorismo in tutto il continente africano. Pertanto i vicini della Libia e tutti gli Stati arabi e musulmani aiutano le principali forze politiche ad instaurare un dialogo costruttivo tra i leader esistenti e ad elaborare una soluzione politica condivisa, in caso contrario ci saranno ripercussioni sulla sicurezza dell'intera regione, perché la Libia ha una posizione geopolitica unica. Le crisi sono redditizie per il terrorismo, perché è molto più facile penetrare e condurre le proprie attività.

Sputnik: è possibile considerare l'apparizione del Daesh come un nuovo tentativo di dividere la regione araba?

Al-Sadr: Hanno cercato ripetutamente di dividere e indebolire la regione araba. All'inizio c'è stato l'accordo di Sykes-Picot, che ha scatenato una serie di numerosi conflitti legati alla formazione dei confini. Inoltre erano seguiti molti scontri per motivazioni religiose ed etniche. I gruppi che si professano dello "Stato Islamico" sono un nuovo episodio dello spettacolo sporco per dividere la regione. Questo fenomeno può terminare solo attraverso il dialogo, in modo che tutti capiscano chi c'è dietro tutto questo.

Gli arabi devono capire che cercano costantemente di trasformarli da comunità ben organizzate di lungo corso a numerosi gruppi che si combattono costantemente a vicenda. La forza dei popoli arabi sta nella loro cooperazione e con gli altri paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa.

Sputnik: Pensa che le relazioni tra Iraq e Russia continueranno a progredire?

Al-Sadr: Di recente le relazioni tra Russia e Iraq si sviluppano molto attivamente, cosa nell'interesse di entrambi i Paesi. Le società russe hanno grandi opportunità per investire nell'economia irachena. Stiamo cercando di aumentare la cooperazione nel settore del petrolio e del gas. Le grandi compagnie russe sono arrivate da noi, per esempio Gazprom, ora lavora nel sud del Paese. Vengono stipulati inoltre contratti sugli armamenti.

Il gruppo terroristico dello Stato Islamico è vietato in Russia.

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Tags:
Terrorismo, Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Medio Oriente, Libia, Iraq, Russia
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