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    Quali prospettive nel mondo per il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d'Israele?

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    Gli altri Paesi nel mondo non seguiranno numerosi l'esempio degli Stati Uniti e gli appelli delle autorità d'Israele per riconoscere Gerusalemme come la capitale di questo Paese; inoltre chi è pronto a questo passo aspetterà di vedere le conseguenze della decisione di Washington prima di decidere.

    Lo ha dichiarato a RIA Novosti l'analista senior del Centro di Studi Arabi dell'Istituto di Studi orientali dell'Accademia Russa delle Scienze Boris Dolgov.

    Nella giornata di ieri il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele e di trasferire in questa città l'ambasciata da Tel Aviv.

    Oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso convinzione sul fatto che "molti Paesi" seguiranno l'esempio degli Stati Uniti, sottolineando che Israele "è in contatto con altri Paesi per il medesimo riconoscimento."

    Secondo Dolgov, il trasferimento dell'Ambasciata e il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d'Israele da parte di Trumo "sono decisioni non ponderate".

    "Assistiamo già alle proteste nei Paesi arabi e alle dichiarazioni polemiche di diversi Stati musulmani. Ipotizzare che altri Paesi seguiranno l'esempio degli Stati Uniti ritengo non valga la pena, anche se alcuni Stati potrebbero seguire questo esempio, non sarà certamente un'adesione in massa, è assolutamente chiaro", ha dichiarato l'esperto.

    Ha chiarito che nel contesto attuale il fattore determinate saranno le conseguenze della decisione di Trump.

    "Le conseguenze possono essere piuttosto pesanti, dalle proteste sulle strade a passi diplomatici e politici dei Paesi musulmani, forse ci saranno anche alcune azioni dei gruppi islamici radicali", ha spiegato Dolgov.

    Pertanto al momento la possibilità di riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana da parte di altri Paesi è solo "teorica".

    "Ora, a mio parere, è teoricamente possibile che alcuni Paesi seguano l'esempio di Trump, ma proprio in questo momento dopo la presa di posizione del presidente americano i leader degli altri Paesi resteranno in attesa delle conseguenze di questa decisione. Se saranno pesanti, è improbabile che trasferiscano le loro ambasciate Se le conseguenze saranno blande, allora questa possibilità si potrebbe concretizzare".

    Rispondendo alla domanda su quali Paesi possano seguire l'esempio degli Stati Uniti e rispondere affermativamente agli appelli del premier israeliano Netanyahu, l'analista ha dichiarato che "possono essere alleati degli Stati Uniti, non posso dire che sarà l'Unione Europea, anche se è possibile che alcuni membri decidano in questo senso."

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    Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Donald Trump, Palestina, USA, Medio Oriente, Israele, Gerusalemme
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