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    Il vicepresidente della Duma Petr Tolstoy

    Mosca non verserà quote al PACE fino al ripristino delle prerogative dei deputati russi

    © Sputnik. Ramil' Sitdikov
    Politica
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    La Russia non ha intenzione di versare i contributi al Consiglio d'Europa per i lavori dell'Assemblea parlamentare (PACE) nel 2018, finchè le prerogative dei propri deputati non verranno ripristinate a pieno, ha dichiarato al quotidiano "Izvestia" il vicepresidente della Duma Petr Tolstoy.

    Dal 2016 la Russia non invia le richieste per l'accreditamento della sua delegazione nel PACE, dopo che nel corso dei due anni precedenti ai parlamentari russi è stato tolto il diritto di voto nelle sessioni e la possibilità di prender parte ai lavori degli organi statutari dell'assemblea.

    Tolstoy ha detto che la decisione sul congelamento dei finanziamenti al Consiglio d'Europa per i lavori del PACE è scaturita in concomitanza con le politiche discriminatorie dell'organizzazione. La Russia avrebbe dovuto versare 11 milioni di euro.

    "Ritieniamo che fino a quando non cambierà la situazione venutasi a creare nei nostri confronti, non ha senso la nostra partecipazione. Vi ricordo che la delegazione russa è stata completamente privata del diritto di voto. Fino a quando non cambierà, Mosca non tornerà ai lavori dell'Assemblea Parlamentare, di conseguenza non verserà la suo quota".

    Tolstoy ha inoltre osservato che una minoranza di deputati ha deciso di privare la Russia dell'opportunità di lavorare nel PACE a pieno titolo.

    "Mosca si basa sul fatto che l'assemblea è composta dai deputati dei Paesi eletti dal popolo. Di conseguenza la privazione del diritto di voto, ovvero del diritto di parola, è una discriminazione contro il popolo del più grande Paese europeo," — ha sottolineato il vicepresidente della Duma.

    Tags:
    Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Duma, PACE, Petr Tolstoy, Russia
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