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    La battaglia per il Bundestag

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    Politica
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    La"questione russa" è la principale tematica delle elezioni tedesche.

    Il ministro degli Esteri tedesco, membro della SPD, Sigmar Gabriel, ha fatto alcune dichiarazioni forti. In primo luogo, ha sostenuto la proposta del presidente Vladimir Putin per la missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Ucraina. In secondo luogo, ha detto che la Russia e la Germania "hanno bisogno l'una dell'altra", devono "prendersi cura l'una dell'altra", così per entrambi i paesi andrà meglio dal punto di vista economico.

    Questa posizione negli ultimi anni, è sempre più supportata dalle imprese tedesche. In questo modo Gabriel ha inviato un segnale non solo all'elettorato di sinistra, ma anche a piccole e medie imprese, le più colpite dalle sanzioni anti-russe, e anche alle imprese di grandi dimensioni, conservatrici e di destra, che temono che l'influenza americana in Europa vada a scapito dei guadagni tedeschi. 

    In risposta i media hanno cominciato a parlare di "una posizione troppo positiva" e dell'ex cancelliere tedesco Schroeder in Rosneft. Schroeder è legato a Gabriel e i media stanno "suggerendo" che entrambi siano "agenti del Cremlino".

    La Russia è il principale tema delle discussioni delle elezioni tedesche. Ovviamente con annessi hacker russi e mail della cancelleria federale forzata. Nel frattempo, il voto avverrà già il 24 settembre. E in queste elezioni la "questione russa" sarà fondamentale.

    Questo non significa che la Germania domani improvvisamente diventerà alleata della Russia. Non accadrà, né con una coalizione di centro-destra né di centro-sinistra. Ma il problema dei rapporti con la Russia definisce le questioni all'ordine del giorno, è il tema che occupa le iniziative dei politici tedeschi. Si può tranquillamente supporre che dopo le elezioni, nel processo di negoziazione della coalizione, questo tema sarà determinante.

    Nell'attuale Bundestag c'è un'ampia coalizione tra CDU/CSU e SPD, che sostiene il governo con 503 voti su 630. Tuttavia, la "percentuale dorata" in questo parlamento era dell'SPD, che con i suoi 193 voti, determinava la coalizione non solo con la CDU/CSU, ma anche con la sinistra di Die Linke, dei Verdi. Sinistra e Verdi, insieme, hanno avuto 127 voti. E ' facile calcolare che, unite insieme alla SPD, avrebbero avuto la maggior parte dei voti: 320 su 630.

    Dalla SPD dipenderà, se sarà formata una coalizione di centro-sinistra o di centro-destra.

    Questo partito ha sei ministeri, tra cui quello del vice-cancelliere, degli Esteri, che è andato a Gabriel, che al momento è presidente della SPD. L'SPD ha ottenuto un grosso impatto sulla politica estera della Germania. Si avvicinano le elezioni e bisogna mantenere la carica di vice-cancelliere e il controllo della politica estera, ma anche aumentare la propria rappresentanza nel governo. Poi c'è l'obiettivo finale: ottenere la carica di cancelliere.

    Se la corrente della coalizione procederà così, è chiaro che la CDU/CSU sosterranno la Merkel. Se l'SPD farà un'alleanza con la Sinistra tedesca, l'attuale presidente del partito Martin Schulz è il candidato più probabile al cancellierato, mentre alla sinistra andrebbe la carica di vice-cancelliere, di ministro degli affari Esteri e ancora un paio di portafogli ministeriali. Per loro sarebbe una svolta storica.

    Nell'attuale Bundestag la CDU gestisce 254 mandati, la CSU 56, l'SPD 193, la Sinistra 64, i Verdi 63. I sociologi sottolineano che Angela Merkel continua a mantenere il più alto rating tra i politici tedeschi, ma si registrano cedimenti per la CDU e la crescita del rating della Sinistra: gli ottimisti credono che la loro fazione in Parlamento può raddoppiare. Poi c'è l'intrigo principale delle elezioni: Angela Merkel riuscirà, con la sua popolarità personale, a salvare dalla frattura in fazioni la CDU, e, se ci riuscirà, otterrà 130 mandati e sarà in grado di mantenere l'SPD nella sua fazione?

    Se la destra e la sinistra aumenteranno le loro preferenze, saranno in grado di formare con l'SPD la coalizione senza partecipazione dei Verdi. I socialdemocratici difficilmente resisteranno alla tentazione di ottenere il cancellierato e praticamente il controllo completo del governo. Che cosa può offrire loro la Merkel per attirarli nella propria coalizione? Solo la stragrande maggioranza dei posti ministeriali. Ora l'SPD ha nel governo cinque portafogli su 16. Quanti può dargliene la Merkel? 10? 12? Non di più. Bene, se è così.

    È improbabile che la Sinistra potrà beneficiare di più di due-tre portafogli ministeriali, tra cui il vice cancellierato. Quello che per la CDU è un'umiliazione, per la Sinistra è un enorme successo.

    Pertanto, nel caso in cui la SPD si manterrà disponibile, i socialdemocratici si troveranno di fronte a una scelta: o ottenere il cancellierato e la stragrande maggioranza di governo insieme alla Sinistra, o salvare il vice cancellierato e aumentare il numero dei ministri, e forse, anche se non garantito, la maggioranza assoluta. Sarebbe logico fare una scelta a favore della coalizione di centrosinistra, in cui la SPD avrebbe potuto essere il primo violino.

    La stampa sempre più chiaramente avanza la richiesta di "licenziare Gabriel". Tale licenziamento, alla vigilia delle elezioni, anche in vista di una possibile, anche se non inevitabile,  rottura della coalizione, sarebbe una promessa all'elettorato conservatore di destra. Questi elettori voteranno per il partito di Angela Merkel, anche perché non hanno più nessuno da scegliere.

    Il problema della politica in generale, della CDU/CSU in particolare, sta nel fatto che le preferenze dell'elettorato si sono spostate a sinistra, ma queste preferenze sono lontane da quelle del mondo del business, della comunità di esperti e della stampa. Semplicemente non si possono più ignorare. Ancora di più sarà difficile che l'ignori l'SPD. Per la Sinistra non c'è fretta. Se riescono seriamente ad aumentare i loro numeri in questo ciclo elettorale, poi al prossimo potranno competere per il primo mandato.

    Il salvataggio di una coalizione tra la CDU/CSU per la SPD non ha praticamente senso. Per il partito verrà ritenuta una sconfitta elettorale, perché perderanno la carica di cancelliere e non avranno il pieno controllo sul governo.

    La dinamica di marcia della società tedesca testimonia la forte domanda per una nuova politica estera. Una coalizione tra SPD e Sinistra è in grado di offrire una nuova visione delle relazioni con la Russia, con gli USA e con i partner dell'UE, che da tempo necessitano di una riforma. La formazione di coalizioni di centro-sinistra per la Germania negli anni 70-80 non era qualcosa di straordinario. Oggi la situazione politica europea, per le relazioni tra le grandi potenze e per le preferenze della società tedesca, è simile a quella che esisteva allora. Anche il Nord stream 2 che gli USA tentano di bloccare, assomiglia allo stop delle tubature di gas dell'epoca. Una pragmatica politica di cooperazione con la Russia è una domanda attuale, non meno di allora.

    Naturalmente, il tradizionale vecchio establishment non può lasciare che i leader della SPD afferrino una mano "troppo radicale" come quella della Sinistra, ma rischiano di perdere al prossimo ciclo elettorale. Pertanto, la principale speranza della CDU/CSU ora mira al mantenimento di un sufficiente numero di seggi per avere la maggioranza in coalizione con i Verdi. In questo caso, sarà possibile cercare di ottenere la stessa cosa, come quando nel 2013 i negoziati con i "Verdi" sono stati utilizzati per moderare gli appetiti della SPD.

    Ma per fare questo gioco bisogna avere abbastanza seggi. In secondo luogo, per i Verdi è anche più conveniente utilizzare i negoziati con la CDU/CSU per ottenere una posizione migliore quando si entra in una coalizione con la SPD e la Sinistra. I Verdi, inoltre, non possono non tener conto di cambiamenti di stati d'animo degli elettori.

    A due settimane dalle elezioni tedesche le relazioni con la Russia sono la principale questione nella corsa elettorale. La tematica russa è la questione dell'ordine del giorno. Per questo indicatore si distinguono le opposte piattaforme politiche. La domanda è se con questo indicatore si possa fare la politica di una nuova coalizione. Oggi questo tema è diventato una priorità per tutta l'Europa e non c'è alcun motivo di ritenere che nei prossimi quattro anni non aumenterà la sua rilevanza.

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    elezioni, Elezioni, Germania, Russia
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