22:00 18 Agosto 2017
Roma+ 26°C
Mosca+ 21°C
    Kim Jong-un e Donald Trump

    “Furia e fuoco” di Trump o i missili di Kim: di chi deve aver paura il mondo?

    © AFP 2017/ JUNG Yeon-Je
    Politica
    URL abbreviato
    18237334

    Le minacce che si sono scambiate a vicenda nell'ultimo periodo la Corea del Nord e gli Stati Uniti stanno diventando sempre più serie e concrete.

    Dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto capire di essere pronto ad ordinare un attacco militare, Pyongyang ha annunciato di valutare la possibilità di un attacco missilistico sull'isola americana di Guam, scrive la rivista Focus.

    "Dal punto di vista della dialettica lo scontro è diventato incandescente: da una parte Trump con il suo " fuoco e furia", dall'altra Kim Jong-un e le sue promesse di "guerra totale".

    "Il presidente degli Stati Uniti e il dittatore nordcoreano dispongono entrambi di un deterrente militare nucleare," — scrive l'autrice dell'articolo Anja Willner.

    "Inoltre si distinguono per l'imprevedibilità, cosa particolarmente pericolosa quanto la disponibilità di armi nucleari. Pertanto il mondo chi dovrebbe temere di più?" — si chiede la giornalista.

    "Donald Trump ha già dimostrato il proprio temperamento nel prendere le decisioni, comprese quelle militari. Questa primavera, con grande sorpresa della comunità internazionale, ha ordinato un attacco missilistico contro una base aerea dell'esercito siriano. Poco prima il mondo era rimasto turbato dalle immagini con i bambini intossicati da un attacco chimico presumibilmente compiuto dall'esercito siriano, Trump ha reagito emotivamente (…) una reazione simile nei confronti della Corea del Nord avrebbe conseguenze molto più gravi," — si osserva nell'articolo.

    "Desta preoccupazione il fatto che Trump non è troppo propenso ad ascoltare le raccomandazioni degli esperti, nonostante abbia poca conoscenza dei focolai di crisi nel mondo. Ad esempio nel corso di una conversazione con il presidente cinese Xi Jinping, si mormora che non abbia saputo dire se l'obiettivo dell'attacco missilistico si trovasse in Siria o in Iraq," — scrive la giornalista.

    Tuttavia la Willner sottolinea che, nonostante l'imprevedibilità della sua politica estera, l'attuale inquilino della Casa Bianca non si è distinto dai suoi predecessori, fatta eccezione per la retorica più bellicosa. "Tuttavia propone costantemente al regime di Kim Jong-un l'opportunità di sedersi al tavolo dei negoziati."

    Per quanto riguarda il dittatore della Corea del Nord, "si trova sotto pressione politica interna a seguito delle minacce contro gli Stati Uniti. Agisce all'interno delle tradizioni del Kim e con rinnovato vigore implementa il programma nucleare nordcoreano. E' difficile immaginare che rinunci alla sua intransigenza o addirittura al programma nucleare senza perdere la faccia nel Paese", — si legge nell'articolo.

    Kim, come i suoi predecessori, è consapevole che "la guerra con gli Stati Uniti sarebbe un suicidio per il regime."

    Secondo l'esperto di questioni nordcoreane presso la Libera Università di Berlino Eric Ballhaus, il conflitto militare è "piuttosto improbabile", dal momento che nel caso di una guerra aperta Pyongyang non ha possibilità di fronte alla potenza militare degli americani. La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che Kim non può essere interessato nella cancellazione degli Stati Uniti dall'immagine del nemico: per Pyongyang serve per mantenere in vita il proprio regime. Questa è la ragione per cui Kim ha puntato tutto disperatamente sul programma nucleare e aggressivamente reagisce a qualsiasi proposta per rinunciarvi.

    "Si può solo sperare che Trump ascolti i suoi consiglieri di politica estera per la crisi nordcoreana," — osserva l'autrice dell'articolo.

    Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha dichiarato che la questione non è solo la minaccia diretta all'isola di Guam. Commentando gli attacchi verbali di Trump, ha osservato che il presidente ha utilizzato un linguaggio "consono a Kim Jong-un".

    Pertanto, secondo la giornalista, Tillerson ha messo in chiaro che le parole di Trump non dovrebbero essere interpretate come una minaccia reale, ma come un avvertimento per la Corea del Nord: non vale la pena aizzare e dare fastidio agli Stati Uniti.

    Correlati:

    Corea del Nord, ambasciatore russo Nebenzya: Spero Usa non provochino Pyongyang
    NBC: USA preparano piano di attacco preventivo contro Corea del Nord
    Usa, Mattis: Corea del Nord dovrebbe fermare la corsa alle armi nucleari
    "Fuoco e furia": i media occidentali discutono di possibile guerra con la Corea del Nord
    Corea del Nord: in qualsiasi momento possiamo attaccare base USA in Guam
    Seconda guerra di Corea: quali conseguenze dal conflitto tra USA e Pyongyang?
    Tags:
    Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Guerra, Donald Trump, Kim Jong-un, Penisola coreana, Corea del Nord, USA
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik