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    Francia, separatisti della Corsica alleati del Donbass: una minaccia per Macron?

    © REUTERS/ Charles Platiau
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    Insieme ai secessionisti scozzesi e catalani, i sostenitori dell'indipendenza della Corsica rappresentano la terza forza che ambisce ad una revisione dei confini all'interno dell'Unione Europea.

    Le scorse elezioni hanno permesso ai combattenti per l'indipendenza dell'isola, scettici nei confronti del presidente Macron, di rafforzare in modo significativo la propria posizione. In Corsica, dove il 20% degli abitanti è ufficialmente considerato povero, c'è indignazione per la "colonizzazione" che secondo gli indipendentisti condurrebbe Parigi.

    Opponendosi agli arrivi nell'isola dei migranti clandestini e dei pensionati ricchi, gli autonomisti hanno messo di nuovo il passamontagna sul volto. I separatisti corsi hanno minacciato Macron di ritorsioni se continuerà la politica del suo predecessore Francois Hollande.

    Nel 2015 l'esponente del nazionalismo corso Jean-Guy Talamoni ha stretto un'alleanza con gli autonomisti più moderati di Gilles Simeoni, grazie a cui ha vinto le elezioni. Simeoni e Talamoni si sono spartiti la carica di governatore e presidente del consiglio regionale dopo aver formato un'unica squadra di negoziatori per i colloqui con Parigi.

    Il programma di entrambe le forze autonomiste corse contiene punti comuni: il riconoscimento ufficiale della lingua corsa, la nozione di "popolo corso" nella legislazione, l'amnistia per gli indipendentisti corsi in carcere e l'opposizione alla compravendita di terreni sull'isola. Per la maggior parte di questi punti Parigi non vuole aprire negoziati.

    Nella capitale francese sono convinti che l'unica soluzione accettabile sia la conservazione dello status quo.

    In un'intervista con il quotidiano Libération, Simeoni ha specificato che il nuovo presidente francese Emmanuel Macron ignora semplicemente il problema. Il silenzio di Macron è il proseguimento della linea del premier Valls nominato dall'ex presidente Hollande, che aveva sempre detto agli isolani "no".

    La rivolta nel Donbass che ha portato alla comparsa di due repubbliche non riconosciute, ha suscitato approvazione e ammirazione tra i secessionisti corsi più duri, che auspicano nella revisione dello status dell'isola e nel riconoscimento ufficiale della lingua corsa. In un'intervista con RIA Novosti, il politico corso Thierry Biaggi ha dichiarato che una delegazione dell'isola si è recata nella Repubblica Popolare di Lugansk nel 2016.

    "Ci si potrebbe chiedere: perchè questa vicinanza dei corsi alla Novorossiya e al mondo russo nel suo complesso? Il fatto è che il popolo corso non ha permesso alla globalizzazione di farci sottomettere. Abbiamo mantenuto la nostra cultura cristiana, i valori tradizionali e un amore appassionato per la patria dei nostri avi. Questo ci avvicina alla Russia, che si batte affinchè nel mondo ci siano molti vantaggi," — ha detto Biaggi.

    Su disposizione del politico, il rappresentante corso Vincent Perfetti ha preso parte al programma per il trasferimento di aiuti umanitari ai cittadini del Donbass, hanno confermato a RIA Novosti i filorussi di Lugansk.

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    politica interna, Indipendenza, Autonomia, Diritto ad autodeterminazione, Opposizione, Eliseo, Emmanuel Macron, Corsica, Repubblica Popolare di Lugansk, Donbass, Francia
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