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    Presidente Hassan Rouhani sullo sfondo delle foto degli ayatollah Ali Khamenei e Ruhollah Khomeini

    Iran, l'arresto del fratello del presidente: corruzione o guerra di potere?

    © AFP 2018 / ATTA KENARE
    Politica
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    Nei media mondiali è girata una notizia che ha creato scalpore: Hossein Feridon, il fratello minore del presidente iraniano Hassan Rouhani, è stato arrestato con l'accusa di aver compiuto reati finanziari.

    Quanto questo scandalo potrebbe influenzare la carriera del presidente Hassan Rouhani? Segue il commento per Sputnik dell'osservatore politico e orientalista esperto di questioni iraniane Vladimir Sazhin.

    Hossein Feridon prendeva attivamente parte alla vita politica iraniana. E' stato responsabile per la sicurezza del leader della Rivoluzione Islamica, l'ayatollah Khomeini, quando è ritornato in Iran dall'esilio nel 1979, è stato governatore di una provincia, ha ricoperto il ruolo di ambasciatore dell'Iran in Malesia, è stato membro della delegazione iraniana alle Nazioni Unite e vice ministro dei servizi segreti. Nel 2013 e nel 2017 Feridon ha lavorato nel quartier generale della campagna elettorale di Hassan Rouhani, ha dato il suo contributo alla vittoria del fratello nelle presidenziali. Rouhani aveva nominato suo fratello come consulente e membro della delegazione di Teheran ai negoziati sul nucleare iraniano nel 2013-2015.

    Tutto questo dimostra che Feridon è sempre stato un politico influente e di successo, anche se spesso cercava di tenersi all'ombra.

    Improvvisamente la magistratura iraniana ha accusato di reati finanziari il fratello del presidente. Le accuse includono il finanziamento della campagna elettorale di Hassan Rouhani nel 2013 da parte del discusso uomo d'affari iraniano Babak Zanjani, accusato di appropriazione indebita di 2 miliardi e 600 milioni di euro di beni del ministero del Petrolio, oltre a numerose frodi finanziarie. E' stato condannato a morte, tuttavia di recente la sentenza è stata annullata. Il fratello del presidente è sospettato di un business privato sulle fluttuazioni dei tassi di cambio e dei prestiti bancari a tasso zero così come il favoreggiamento di amici e persone di fiducia nei vertici di imprese e banche. La retribuzione media in Iran si attesta sui 400 dollari al mese, mentre "gli uomini di Feridon" guadagnavano tra i 20-60mila dollari.

    Non c'è stato ancora il processo ad Hossein Feridon. Per tutti i capi di imputazione contro il fratello del presidente si sta ancora indagando. Molti funzionari hanno lasciato i loro posti ed hanno restituito alle casse dello Stato i loro stipendi stratosferici. Dagli inquirenti sono stati aperti fascicoli su quasi 400 persone.

    Il numero due della magistratura iraniana Gholam-Hossein Mohseni-Ejei ha dichiarato che i giudici non insistono sulla sua permanenza in carcere fino al termine delle indagini e sono disposti a rimetterlo in libertà su cauzione. Tuttavia l'importo della cauzione è stato fuori portata per Feridon, pertanto è finito dietro le sbarre.

    Questo fatto è sorprendente: sembra strano che una persona, dopo anni di frodi multimilionarie non riesca a pagarsi la cauzione per evitare il carcere. Forse è un arresto per motivi politici?

    E' molto probabile. Anche se è possibile che Hossein Feridon, vicino alle èlite economiche e politiche nazionali, abbia avuto qualche contatto con i protagonisti del business finanziario iraniano, più volte trovato colpevole di peccati di corruzione. Ma forse il motivo principale dell'arresto (o detenzione?) di Hossein Feridon sono i suoi rapporti con il presidente iraniano.

    Non è un segreto che in Iran c'era ed è in corso una feroce lotta politica interna tra le due anime della Rivoluzione Islamica: i riformisti di orientamento liberale i conservatori ultra-tradizionalisti. Naturalmente è una divisione teorica, ma questa categorizzazione non riduce il livello di tensione dei gruppi politici nell'èlite iraniana.

    Vincitore brillante al primo turno nelle elezioni presidenziali (2013 e 2017), Hassan Rouhani e la sua squadra sono diventati una spina nel fianco per gli avversari politici tra le file dei radicali e conservatori.

    Il successo dell'accordo nucleare dell'amministrazione Rouhani nel 2015, in cui ha svolto un ruolo importante Hossein Feridon, ha fatto infuriare gli oppositori del presidente più oltranzisti, che hanno accusato senza mezzi termini i negoziatori presenti ai negoziati con i rappresentanti della comunità internazionale di essere dei traditori, di essere scesi a patti con l'Occidente e di aver firmato la capitolazione con gli Stati Uniti.

    Gli ultra-conservatori non hanno perdonato a Feridon il ruolo svolto per limitare le attività finanziarie ed economiche delle Guardie della Rivoluzione Islamica, un mostro politico-militare, ideologico e finanziario-economico dell'Iran moderno. Da questo corpo è partita la caccia al fratello del presidente.

    Un aspetto importante della lotta politica interna in Iran è l'intrigo intorno al futuro successore di leader supremo, l'ayatollah Khamenei. Il numero uno del sistema giudiziario iraniano Sadeq Ardeshir Larijani è considerato come uno dei candidati, tuttavia anche l'attuale presidente Hassan Rouhani è considerato tra i pretendenti.

    L'attacco contro Feridon è un tentativo di fermare le discussioni sulla candidatura di Rouhani?

    E' interessante notare che questo colpo alla famiglia del presidente è arrivato alla vigilia del suo insediamento, durante la formazione del nuovo governo liberal-riformista e prima dell'elaborazione di una nuova strategia per i prossimi 4 anni.

    I metodi usati contro Rouhani non sono nuovi. Diversi anni fa Mehdi Hashemi, figlio del più autorevole uomo politico iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani, aveva subito una condanna a 10 anni di carcere per reati economici legati a corruzione, appropriazione indebita di fondi pubblici e frode. Questo colpo non aveva fatto cambiare atteggiamento a Rafsanjani. Ha continuato fino alla sua morte, avvenuta quest'anno, ad essere un sostenitore del pragmatismo in politica e mentore di Rouhani.

    In Iran e nel mondo si auspica che il presidente Rouhani, nonostante tutti gli ostacoli politici e le difficoltà personali, continuerà la sua politica coerente a beneficio dell'Iran e della sicurezza internazionale.

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    Tags:
    Geopolitica, Giustizia, politica interna, Hossein Feridon, Hassan Rouhani, Medio Oriente, Iran
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