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    Vladimir Putin

    Gli argomenti dell'intervista a tutto campo di Putin al regista Oliver Stone

    © REUTERS/ Dmitri Lovetsky/Pool
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    Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato in un'intervista con il regista americano Oliver Stone che gli Stati Uniti commettono l'errore di percepire Mosca come una minaccia e un nemico geopolitico. Ha inoltre parlato delle sanzioni, così come dei suoi rapporti con gli oligarchi “oppositori” Mkhail Khodorkovsky e Boris Berezovsky.

    Negli Stati Uniti è uscita ieri l'intervista integrale del regista americano Oliver Stone a Putin. Le parole del capo di Stato russo sono date con la corrispondente traduzione in inglese.

    La Russia non è il nemico degli Stati Uniti

    "Penso che non sia tutto nelle motivazioni ideologiche, è più una concorrenza geopolitica. Oggi, ritengo, l'errore dei nostri partner americani è che si sentono ancora minacciati dalla Russia come se fosse il suo principale nemico geopolitico. Eppure ci sono molti ambiti in cui la collaborazione ha dato indubbiamente risultati positivi sia per la Russia che per gli Stati Uniti, così come per tutto il mondo", — ha dichiarato il presidente russo.

    "Non vogliamo alcun confronto con gli Stati Uniti, perché abbiamo i nostri problemi che devono essere affrontati," — ha aggiunto il capo di Stato.

    Putin ha inoltre rivelato che Mosca ha offerto a Washington di lavorare insieme sulla questione del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa prima del ritiro dall'accordo nel 2001, tuttavia la proposta è stata respinta dall'amministrazione del presidente degli Stati Uniti George W. Bush.

    Significato delle sanzioni e sostituzione delle importazioni

    Gli agricoltori russi devono ringraziare l'amministrazione dell'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama per le sanzioni, in quanto hanno consentito di introdurre le misure di risposta e aiutare l'agricoltura, ha osservato Putin.

    "Grazie a queste misure, siamo riusciti a portare la nostra produzione a livelli adeguati… L'anno passato è stato caratterizzato dal raccolto record di grano ed altri cereali. So che ama la Russia e sono lieto di annunciare che la Russia è diventata leader mondiale nell'esportazione di grano".

    Le sanzioni occidentali, secondo Putin, hanno rafforzato la cooperazione tra la Russia e la Cina.

    "Da molto tempo perseguiamo questo approccio (rafforzamento legami con Pechino, ndr) e le sanzioni occidentali hanno solo accelerato i progressi di questo corso", — ha sottolineato il presidente russo.

    Putin ha inoltre sottolineato i successi nella sostituzione delle importazioni.

    "In passato riuscivamo a comprare qualsiasi cosa usando i proventi dalla vendita del petrolio. Tuttavia ci toglieva lo stimolo di svilupparci. Ora il governo cerca di sostenere l'industria high-tech sia nel settore militare sia nel settore civile. Dobbiamo dire che stiamo ottenendo successo in questo senso".

    Sulla guerra in Siria

    Parlando del conflitto siriano, Putin ha sostenuto la necessità di preservare l'integrità territoriale della Siria e di conciliare le parti in conflitto.

    "Dobbiamo preoccuparci non solo di come riconciliare la regione in questo momento, dobbiamo fare il passo successivo e guardare al futuro. Che cosa accadrà se disgreghiamo la Siria? Non porterà ad un confronto permanente tra le parti divise?"

    Putin ha definito una provocazione la tesi secondo cui la Russia prima o poi entrerà in conflitto con il mondo musulmano sunnita.

    "Molte persone nel mondo arabo e in Turchia capiscono quali sono le nostre intenzioni. C'è anche chi non è d'accordo, ma la nostra posizione è chiara. Il nostro obiettivo è sostenere il governo legittimo e impedire la disintegrazione dello Stato siriano, altrimenti questo territorio diventerà ancora una nuova Libia o peggio la Somalia. In secondo luogo il nostro obiettivo non meno importante è combattere il terrorismo".

    Il conflitto nel Donbass

    Il conflitto nel Donbass non può essere risolto con la forza, gli Stati Uniti e l'Europa hanno bisogno di spiegarlo alle autorità di Kiev, ha osservato il presidente.

    "I conflitti di questo genere come nel Donbass non possono essere risolti con le armi. Sono necessari negoziati diretti. Quanto prima i nostri amici a Kiev lo capiranno meglio sarà. Ma i Paesi occidentali, Europa e Stati Uniti dovrebbero aiutare le autorità di Kiev a capire questa realtà."

    Su Snowden

    Mosca "in nessun caso" consegnerà agli USA l'ex agente della NSA Edward Snowden, perché non è un criminale, ha sottolineato il capo di Stato russo. Ha spiegato che Snowden non ha violato le leggi russe, inoltre tra gli Stati Uniti e la Russia non c'è nessun accordo di estradizione.

    Putin ha inoltre confutato la tesi di Stone, secondo cui Snowden sia una "pedina" nei giochi politici tra i due Paesi.

    Su Berezovsky e Khodorkovsky

    A Boris Berezovsky e Mikhail Khodorkovsky si chiedeva solo di rispettare la legge e di essere "equidistanti" dal governo, ha affermato Putin, dicendo di non aver mai avuto scontri diretti con loro.

    Il presidente ha rivelato di aver detto loro che se i beni erano stati acquisiti rigorosamente nel rispetto della legge, non dovevano avere paura di perderli.

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    Tags:
    Economia della Russia, Geopolitica, Politica Internazionale, Occidente, sanzioni antirusse, crisi in Siria, Oliver Stone, Mikhail Khodorkovsky, Vladimir Putin, Siria, Donbass, Ucraina, USA, Russia
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