08:11 26 Giugno 2019
Bandiera dell'Albania

Occidente sfrutta il fattore albanese in Macedonia e nei Balcani contro la Russia

© Sputnik . Илья Питалев
Politica
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Il fattore albanese è stato a lungo uno strumento per la realizzazione degli interessi occidentali nei Balcani: così è stato nel 1999 durante i bombardamenti contro la Jugoslavia, così come lo è ora dove stanno cercando di spiegare attivamente alla Macedonia quale debba essere la sua scelta e chi dovrebbe governare.

La crisi politica in Macedonia continua dallo scorso dicembre. Nonostante alle elezioni parlamentari anticipate abbia vinto il Partito Democratico per l'Unità Nazionale Macedone del primo ministro Nikola Gruevski (VMRO-DPMNE centrodestra), l'Occidente si è apertamente schierato con il leader dell'opposizione dell'SDSM (Unione Socialdemocratica di Macedonia) Zoran Zaev, intervenendo esplicitamente negli affari interni di uno Stato sovrano. Alti rappresentanti della UE e della NATO chiedono al presidente macedone Gjorge Ivanov di conferire l'incarico per formare il governo a Zaev, che ha promesso ai partiti albanesi l'attuazione del documento noto come "Piattaforma di Tirana", sviluppato con la partecipazione delle autorità albanesi che, secondo il presidente Ivanov, minaccia l'integrità territoriale e mina le basi costituzionali della Macedonia.

Il politologo macedono Branko Djordjevski ha osservato per Sputnik che l'Occidente vuole in qualsiasi modo estromettere dal potere Gruevski e con la pressione sulla Macedonia l'Occidente cerca di fermare l'espansione dell'influenza russa nei Balcani.

Secondo il politologo serbo Dragomir Andjelkovic, qualsiasi Paese che vuole sviluppare un dialogo costruttivo con la Russia è un problema per l'Occidente e lo stesso Gruevski è caduto in disgrazia dopo aver deciso di intensificare la cooperazione russo-macedone nel settore energetico.

"Quando Gruevski ha capito che il gasdotto russo attraverso il territorio della Macedonia — è una seria opportunità per lo sviluppo del Paese e che la Macedonia dovrebbe partecipare al progetto di "Turkish Stream", la revisione di "South Stream", è iniziato il processo per cercare di rovesciarlo: ci sono stati scontri tra ribelli albanesi e le forze del ministero dell'Interno a Kumanovo, sono arrivati finanziamenti a pioggia all'opposizione, poi la popolarità di Zaev si è avvicinata a quella di Gruevski, anche se recentemente il leader dell'opposizione non gode di un ampio sostegno tra i macedoni."

Il presidente del Partito Democratico dei Serbi in Macedonia Ivan Stoilkovic, alla guida della commissione parlamentare per la cooperazione con la Duma russa, ha detto che l'Occidente sta usando il fattore albanese per influenzare direttamente gli eventi nel Paese:

"Se consideriamo che la UE e i resti della vecchia amministrazione americana hanno insistito affinchè l'SDSM di Zoran Zaev formasse il governo con quasi tutti i partiti albanesi in Macedonia, significa che stanno cercando di imbrigliare la politica macedone con i partiti albanesi. Crea la premessa per l'allontanamento della Macedonia dalla Serbia e al tempo stesso l'allontana dalla Russia, dato che Mosca è diventata un importante partner economico di Skopje negli ultimi anni".

Sia Gruevski che Zaev sono a favore dell'ingresso nella UE e nella NATO, tuttavia, secondo Stoilkovic, Zaev lo fa senza pensare agli interessi fondamentali della Macedonia.

"Gruevski e il VMRO-DPMNE sono riusciti a gestire la pressione e non hanno imposto le sanzioni contro la Russia. Il governo Gruevski non ha avuto alcun pregiudizio ideologico, quando si parlava di cooperazione economica con la Russia, la Cina e gli altri partner orientali."

Secondo la Camera di Commercio russo-macedone, l'anno scorso la Macedonia ha aumentato le sue esportazioni verso la Russia del 39,5% rispetto al 2015.

L'analista politico serbo Aleksandar Pavic ritiene che il fattore albanese in Macedonia sia usato per prevenire la realizzazione di progetti non solo con la Russia, ma anche con gli altri rivali geopolitici degli Stati Uniti, come il progetto cinese per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Salonicco-Budapest.

"L'instabilità in Macedonia mette fine ad entrambi i progetti. L'alleanza occidentale vuole che il più presto possibile in Macedonia si formi un governo anti-nazionale e filo-albanese, garante degli interessi globalisti di Washington, che vuole un nuovo governo prima che sia troppo tardi nelle regioni in cui è possibile."

Il balcanista russo Alexander Safonov ha detto che gli albanesi sono tradizionalmente fedeli alla NATO: in primo luogo grazie agli aiuti per la creazione dell'autoproclamata "Repubblica del Kosovo", che non sarebbe mai nata senza i bombardamenti della Jugoslavia, e in secondo luogo, perché l'Albania è un membro della NATO. È logico che questo strumento viene utilizzato per espandere l'influenza dell'alleanza militare occidentale.

"E' più evidente in Montenegro, dove la minoranza albanese è diventata un alleato chiave del premier Djukanovic in procinto di far entrare il Paese nella NATO. Gli albanesi percepiscono l'integrazione nell'Alleanza Atlantica come un'opportunità per cancellare i confini tra gli Stati in cui vivono."

Nella retorica dei politici del kosovo "russo" è stato a lungo sinonimo di "negativo". Le autorità hanno accusato Mosca di preparare un piano di spartizione del Kosovo sul modello della Crimea, sostenendo che Mosca arma la Serbia e rappresenta una minaccia per la sicurezza nella regione. L'idea rasenta il ridicolo. L'idea di integrazione economica e di creazione di un mercato comune dei Balcani occidentali recentemente espressa dal primo ministro serbo Vucic e sostenuta dal commissario europeo Johannes Hahn ha provocato la reazione negativa della leadership del Kosovo. Il ministro degli Esteri del Kosovo Enver Hoxhaj ha definito l'idea "filorussa e contraria ai valori europei", tuttavia Hahn ha parlato dell'importanza dell'integrazione economica della regione per la futura adesione alla UE.

Il politologo di Pristina Nexhmedin Spahiu ha detto a Sputnik che i politici kosovari sono ossessionati dall'eccesso di zelo nei confronti dell'Occidente.

"Stanno cercando di compiacere l'Occidente, rimproverando la Russia, ma non è saggio. L'idea del primo ministro Vucic può piacere o no, ma è nello spirito dell'integrazione europea. I politici kosovari sono più inclini ad accettare le pose patriottiche, che fare qualcosa di patriottico, per esempio sviluppare una politica di vicinato".

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Tags:
Geopolitica, Politica Internazionale, Energia, Gas della Russia, Turkish Stream, Unione Europea, NATO, Nikola Gruevski, Zoran Zaev, Gjorge Ivanov, Montenegro, Balcani, Macedonia, Serbia, Albania, UE, Russia
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