04:41 22 Novembre 2019
Segretario di Stato USA Rex Tillerson con ministro Esteri turco Mevlut Cavusoglu ad Ankara

Per il Financial Times nessuna svolta positiva tra USA e Turchia dopo visita di Tillerson

© REUTERS / Umit Bektas
Politica
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Negli incontri con la leadership turca, il segretario di Stato americano Rex Tillerson non è riuscito a migliorare i rapporti "tesi" tra Washington e Ankara, scrive il Financial Times.

In particolare, osserva il giornale, le parti non sono riuscite a trovare una posizione comune relativamente al ruolo delle milizie curde, che la Casa Bianca considera tra i principali alleati nel conflitto siriano, mentre per la Turchia sono terroristi.

Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha avuto "intense discussioni" con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il cui tema principale è stato il conflitto siriano, scrive il Financial Times. Tuttavia, il capo della diplomazia americana non è riuscito a distendere le relazioni con la Turchia.

Una fonte nel governo turco ha rivelato al giornale che la visita di Tillerson ha deluso Ankara, che sperava in un "riavvio" dei rapporti con Washington. Il segretario di Stato americano non ha portato svolte o progressi sulle principali questioni che dividono gli Stati Uniti e la Turchia, entrambi alleati della NATO.

La tensione tra i due Paesi è emersa nel corso della conferenza stampa congiunta di Tillerson e con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. Il capo della diplomazia di Ankara ha ribadito la sua delusione in relazione alla politica degli Stati Uniti.

Il segretario di Stato ha tre volte eluso una risposta diretta alla domanda esplicita sul sostegno di Washington alle milizie curde (YPG), affermando solo che si tratta di un "argomento molto difficile".

Erdogan ha più volte definito il sostegno degli Stati Uniti ai curdi dell'YPG come un "tradimento". Nonostante Tillerson abbia insistito sul fatto che gli Stati Uniti non abbiano ancora preso una decisione definitiva, è probabile che Washington si affidi alle milizie curde per liberare Raqqa, la roccaforte siriana dell'ISIS. Questa scelta di Washington ha limitato lo spazio di manovra di Ankara, che ha annunciato la fine delle proprie operazioni militari in Siria. 

Di fatto, si sottolinea nell'articolo, la Turchia ha effettivamente rinunciato al progetto di prendere il controllo di Raqqa e Manbij per creare una "zona di sicurezza" su una superficie di 5mila kmq nel nord della Siria.

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Tags:
Curdi, Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, crisi in Siria, Rex Tillerson, Mevlüt Çavuşoğlu, Recep Erdogan, Medio Oriente, Siria, Turchia, USA
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