01:24 22 Novembre 2019
Riyadh

Senza immigrati: il piano dell'Arabia Saudita per industrializzazione e ripresa economica

© AP Photo / Hasan Jamali
Politica
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L'Arabia Saudita sta sviluppando un programma per espellere circa il 20% della popolazione residente; destinatari del provvedimento saranno 5 milioni di immigrati clandestini.

Questa soluzione viene discussa nell'Assemblea consultiva (Shura) del Paese su iniziativa di uno dei deputati.

Secondo il quotidiano Al Hayat, i funzionari sauditi temono che i migranti chiedano "la naturalizzazione", ottenendo così la cittadinanza saudita. La campagna proposta per le espulsioni dei clandestini non è la prima nel regno saudita: dal 2012 al 2015 hanno ricevuto il foglio di via delle autorità 243mila pachistani, alcuni dei quali sospettati di terrorismo islamico.

L'inizio della migrazione di massa verso il Paese dei luoghi sacri dell'Islam è coinciso con il boom petrolifero negli anni '70. I migranti servivano non solo per l'economia in espansione. Il discorso riguarda la peculiarità della legislazione saudita. In base alle leggi derivanti dalle interpretazioni del Corano, le donne non possono guidare le macchine. I migranti trovavano lavoro da autisti, ma allo stesso tempo si sono presi i lavori meno qualificati, diventando facchini, baby-sitter e operai.

Il sistema di migrazione della manodopera saudita è chiamato "kafala". Secondo le norme della kafala, il diritto al soggiorno del migrante è subordinato alle intenzioni del suo datore di lavoro. Senza il consenso del cittadino saudita che si fa carico del migrante, il lavoratore straniero non può cambiare lavoro. Inoltre non esiste il discorso sulla ricerca di un nuovo impiego.

Il fatto che l'immigrazione di massa stia diventando un problema per l'economia saudita era stato segnalato dagli analisti da molto tempo. Secondo le statistiche, il 12% della popolazione è senza lavoro, di cui il 25% di giovani uomini e 75% di donne.

Secondo il Guardian, i datori di lavoro sauditi hanno preso l'abitudine di assumere stranieri anche nei casi in cui potevano rivolgersi ai lavoratori locali. "Interi settori dell'economia sono controllati dai nuovi arrivati" — riassume il giornale.

Il "Programma-2030" adottato dalle gerarchie più alte dell'Arabia Saudita ha fissato un ambizioso obiettivo: sbarazzarsi della dipendenza dalle materie prime. Una parte importante di questo piano è la creazione di un sistema produttivo-industriale competitivo.

Per questo scopo occorre far scomparire la disoccupazione generata dalle falle del sistema di istruzione. Le scuole saudite sfornano molti islamisti, tanti dei quali fanno fatica a trovare lavoro.

Ma un altro motivo dell'alta disoccupazione è la concorrenza dei lavoratori a basso costo. Pertanto le espulsioni iniziate dal 2013 sono considerate a Riyadh come parte del programma per la ripresa e riconfigurazione economica nazionale.

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Tags:
politica interna, Migranti, Immigrazione, Petrolio, Società, Economia, Arabia Saudita
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