14:11 24 Ottobre 2020
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L'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della UE Federica Mogherini ha ricordato alla leadership dell'autoproclamata Repubblica del Kosovo di realizzare gli accordi con la Serbia ed il Montenegro per facilitare l'abolizione dei visti con l'Europa.

Oggi la Mogherini ha continuato a Pristina il suo tour di 4 giorni nei Paesi dei Balcani occidentali, i cui risultati saranno esposti ai ministi degli Esteri dei Paesi UE nel vertice del prossimo 6 marzo a Bruxelles. In Kosovo ha avuto un incontro con il leader kosovaro Hashim Thaci, il presidente del Parlamento Kadri Veseli e il primo ministro Isa Mustafa.

"Il Kosovo sta facendo progressi nella lotta contro la corruzione, è il momento di ratificare gli accordi che sbloccheranno il processo di liberalizzazione dei visti. Ci aspettiamo unità dai parlamentari, non ci sono alternative al dialogo," — la compagnia radiotelevisiva del Kosovo (RTK) riporta le parole del capo della diplomazia europea.

In risposta il primo ministro del Kosovo ha parlato del boicottaggio delle sedute parlamentari da parte dei deputati d'opposizione "Lista Serba" che, secondo lui, non permettono di ratificare l'accordo sulla definizione dei confini di Stato con il Montenegro.

"La provincia delle comunità serbe sarà formata secondo l'accordo raggiunto a Bruxelles, tenendo conto del parere della Corte costituzionale del Kosovo," — RTK riporta le parole del premier Mustafa.

Lo scorso novembre il commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento Johannes Hahn aveva dichiarato che per la transizione verso un regime senza visti con l'Unione Europea l'autoproclamata Repubblica doveva soddisfare due richieste di Bruxelles: approvare il trattato sui confini tra il Kosovo e il Montenegro e intensificare la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione.

Da un anno e mezzo senza alcun risultato il Parlamento kosovaro discute l'approvazione del trattato sui confini di Stato con il Montenegro. Il documento era stato firmato nell'estate del 2015 dall'attuale presidente Hashim Thaci, che allora ricopriva l'incarico di ministro degli Esteri del Kosovo e dal suo omologo montenegrino Igor Luksic.

L'accordo ha subito scatenato l'opposizione dei movimenti nazionalisti albanesi del Kosovo, convinti di regalare 8000 ettari del territorio della Repubblica al Montenegro.

Secondo l'accordo tra Belgrado e Pristina, sarebbe stata dovuta essere formata una provincia di comunità serbe con diritto di autogoverno, con una propria bandiera ed altri elementi a difesa dell'autonomia. L'organo doveva essere approvato dal 25 dicembre 2015, ma il documento per le azioni di disturbo dei nazionalisti albanesi del Kosovo non è stato nemmeno preparato.

Per evitare la ratifica dei due accordi, gli attivisti dell'opposizione kosovaro-albanese hanno ripetutamente interrotto le sedute del Parlamento, hanno usato gas lacrimogeni, hanno organizzato manifestazioni e si sono scontrati con la polizia. Si indagano inoltre gli attacchi e le aggressioni degli estremisti contro singoli deputati, il Parlamento e l'edificio del canale RTK.

La leadership kosovara ha più volte annunciato la rapida attuazione degli accordi con Podgorica e Belgrado, ma finora il Parlamento non ha ratificato nessuno dei documenti.

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Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Visto, Unione Europea, Federica Mogherini, Isa Mustafa, Hashim Thaci, Johannes Hahn, Montenegro, Serbia, Balcani, UE, Kosovo
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