08:03 09 Dicembre 2019
Bandiere di USA e Russia

National Post: “USA non hanno mai avuto un amico così fedele come la Russia”

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Politica
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Il presidente Trump sta cercando di avvicinarsi alla Russia ed ha ragione, ritiene il giornalista canadese Lawrence Solomon. Nel suo editoriale sul National Post sostiene che, ad eccezione del periodo comunista, gli Stati Uniti non hanno mai avuto un amico e alleato più fedele della Russia, soprattutto nei momenti più difficili.

Il presidente Donald Trump è impegnato a rendere la Russia un amico degli Stati Uniti: ha tutte le ragioni per provarci, ha scritto nella sua rubrica sul National Post il giornalista Lawrence Solomon.

Secondo lui, la Russia è un "amico naturale" degli Stati Uniti, non un nemico.

Fatta eccezione alcuni decenni, quando la Russia era comunista, nessun altro Paese "è stato un amico più fedele, soprattutto nei momenti difficili" della lunga storia americana.

Anche prima di ottenere l'indipendenza, la Russia di Caterina la Grande a dispetto della Gran Bretagna trattava direttamente con le colonie americane. Durante la guerra per l'indipendenza, la Russia che al tempo era alleata della Gran Bretagna, ha rinunciato al sostegno militare a beneficio di Londra. Invece ha scelto di appoggiare le colonie attraverso il commercio, tenere aperte le rotte navali e utilizzare la leva diplomatica affinchè ci fosse pace nelle colonie.

Durante la guerra civile americana, quando sembrava che la Gran Bretagna e la Francia fossero sul punto di entrare nel conflitto dalla parte dei confederati, lo zar Alessandro II inviò le flotte del Baltico e del Pacifico a New York e San Francisco.

Nel caso la loro presenza non avesse dissuaso gli europei ad entrare nella guerra, agli ammiragli era stato ordinato di prendere ordini direttamente dal presidente Lincoln.

Alessandro II, come Caterina, provava simpatia per gli Stati Uniti, scrive Solomon. I due Paesi avevano interessi comuni, in particolare sui diritti civili della popolazione.

Ad esempio il manifesto che aboliva la servitù della gleba nel 1861, firmato dallo zar Alessandro II, ha preceduto il decreto di Lincoln per liberare gli schiavi.

Inoltre la Russia e gli Stati Uniti sono stati dalla stessa parte e nella Prima e Seconda Guerra Mondiale. Solo lo scontro tra l'ideologia capitalista e comunista ha reso nemici i due Paesi. Ma non appena il comunismo è crollato nel 1991, i russi hanno preso immediatamente a modello gli Stati Uniti, con la privatizzazione di gran parte dell'economia e con lo svolgimento di elezioni democratiche.

Gli Stati Uniti hanno la colpa del peggioramento dei rapporti con i russi e "dei propri cattivi pensieri", ma anche i russi hanno avuto motivo di non fidarsi: la privatizzazione post-comunista è degenerata in un sistema di "capitalismo clientelare degli odiati oligarchi miliardari russi, che d'improvviso hanno messo le mani su quasi tutta l'economia russa durante il passaggio dal comunismo al capitalismo."

In Russia sono furiosi per il rovesciamento del presidente legittimamente eletto dell'Ucraina nel 2014, organizzato dagli Stati Uniti, e per il dispiegamento del sistema di difesa missilistica in Europa. I russi ricordano che quasi un secolo fa i soldati americani avevano occupato il nord della Russia per rovesciare il regime comunista. A Mosca se li sono legata al dito i presunti tentativi di Hillary Clinton, da segretario di Stato durante la presidenza di Obama, per rovesciare il governo di Vladimir Putin.

Nonostante tutto, Mosca collabora con gli Stati Uniti, scrive Solomon. Ad esempio la Russia ha fornito le basi militari statunitensi in Afghanistan e condivide dati d'intelligence. Nel 2011 i servizi segreti russi avevano messo in guardia le autorità americane dal trasferimento dei fratelli Tsarnaev, che due anni dopo avevano compiuto un attentato esplosivo durante la maratona di Boston.

Trump non è il primo presidente convinto di andare d'accordo con Putin. Ma avrà più successo rispetto ai suoi predecessori?

Secondo Solomon, i due presidenti hanno molto in comune: entrambi vogliono sradicare il terrorismo, sono di orientamento più "nazionalista" che "internazionalista", entrambi vogliono relazioni commerciali bilaterali. La distensione dei rapporti comporterebbe la rapida distruzione dello "Stato Islamico".

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Dialogo, Storia, Cooperazione, Geopolitica, Politica Internazionale, Donald Trump, Vladimir Putin, USA, Russia
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