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10:36 20 Ottobre 2019
Ritratti di Donald Trump e Vladimir Putin

L'Economist mette in guardia Trump dalla “cattiva alleanza” con la Russia

© REUTERS / Alexander Zemlianichenko
Politica
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Donald Trump sarà il terzo presidente degli Stati Uniti consecutivo intenzionato a migliorare le relazioni con la Russia che verrà superato in astuzia da Putin?

Secondo l'Economist, né Mosca né Washington hanno nulla da offrirsi a vicenda, pertanto sarebbero alleati "terribili".

Se si vuole riprendere i contatti, si dovrebbe iniziare con piccoli passi, non facendo affidamento sull'impossibile speranza di un'alleanza con il Cremlino contro Pechino, ritiene il quotidiano britannico.

Il giornale ricorda che durante l'intervista trasmessa su Fox News, rispondendo alle accuse del giornalista sulla figura di Putin, considerato un assassino, Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti non sono senza peccato.

"Per il presidente degli Stati Uniti l'ipotesi che il suo Paese sia altrettanto assetato di sangue come la Russia è qualcosa senza precedenti, anormale. Si tratta di un regalo alla propaganda di Mosca".

Trump si sbaglia non solo se pensa che Putin abbia qualcosa da offrire all'America, ma se crede che l'America possa dargli qualcosa di valore in cambio.

Sulla base delle dichiarazioni di Trump, il potenziale accordo con la Russia può essere descritto come segue:

Mosca e Washington insieme distruggono il fondamentalismo islamico, in particolare lo "Stato Islamico". Allo stesso tempo la Russia può accettare di troncare la cooperazione con l'Iran, "il vecchio nemico dell'America in Medio Oriente." In Europa Mosca non surriscalderà più il conflitto ucraino, accetterà di non disturbare gli alleati della NATO alle frontiere e avvierà negoziati sulla riduzione delle armi nucleari. E nel lungo termine il riavvicinamento con il Cremlino aiuterà gli Stati Uniti a limitare l'espansione dell'influenza della Cina.

Come dichiarato dal consigliere del presidente Trump Steve Bannon, è convinto che "nel Mar Cinese Meridionale nei prossimi 5-10 anni scoppierà una guerra." Ciò significa che l'America avrà bisogno di alleati, e qui la Russia è una potenza nucleare confinante con la Cina. "Cosa c'è che non va?"

"Sì, quasi tutto. Può essere che gli hacker russi abbiano contribuito a far vincere le elezioni a Trump, ma questo non significa che ci possa fidare di Putin."

Sono troppo distanti gli interessi del Cremlino e della Casa Bianca.

Mosca non andrà mai contro l'Iran, combattono dalla stessa parte in Medio Oriente.

Inoltre è un mercato promettente per le esportazioni russe.

Tuttavia il pericolo maggiore risiede negli errori di calcolo di Trump in Europa.

Qui "la lista dei desideri di Putin" deve essere divisa in tre categorie: "quello che non otterrà finchè non si comporterà in modo adeguato", come ad esempio la revoca delle sanzioni; "quello che non dovrebbe mai ottenere", come ad esempio il riconoscimento delle sue "conquiste" nel territorio ucraino; "quello che potrebbe minare l'ordine mondiale", come il "favoreggiamento" degli Stati Uniti nell'indebolimento della NATO.

Pertanto per cercare di migliorare le relazioni russo-americane si dovrebbe iniziare in piccolo: con il controllo delle armi e lo stop agli incidenti pericolosi tra le forze armate dei due Paesi.

Le persone di buon senso nell'entourage di Trump dovrebbero cercare di convincerlo ad un approccio soft con Mosca, altrimenti sarà molto peggio, avverte l'Economist.

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Tags:
Casa Bianca, Dialogo, Russofobia, Cooperazione, Geopolitica, Politica Internazionale, Economist, Cremlino, Donald Trump, Vladimir Putin, Mar Cinese Meridionale, Medio Oriente, Europa, USA, Cina, Russia
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