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    Monumento al padre del nazionalismo ucraino Stepan Bandera, Ternopil

    Per ex capo diplomazia polacca mai così tesi rapporti tra Varsavia e Kiev da crollo Urss

    © Sputnik. Alexander Mazurkevich
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    I rapporti tra Polonia e Ucraina non sono mai stati così brutti da 25 anni, ritiene Grzegorz Schetyna, ex ministro Esteri di Varsavia e leader di "Piattaforma Civica", il più grande partito di opposizione.

    Oggi nel Parlamento polacco è intervenuto il ministro degli Esteri Witold Waszczykowski, che ha parlato del programma di lavoro del dicastero della politica estera di Varsavia per quest'anno. Parlando dei rapporti tra Polonia e Ucraina, ha osservato che Varsavia sostiene le aspirazioni europee di Kiev e le riforme in programma dalle autorità ucraine, rimarcando tuttavia una diversa interpretazione della storia. Le autorità polacche hanno più volte criticato l'Ucraina per la glorificazione di Bandera e dell'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), facendo regolarmente appelli per rinunciare alla glorificazione dei nazionalisti che sono stati coinvolti nel genocidio dei polacchi in Volinia.

    "I rapporti con l'Ucraina sono i peggiori negli ultimi 25 anni. La storia è una materia complessa, ma il ruolo degli storici è descrivere la storia e il ruolo dei politici è costruire rapporti," — Schetyna ha detto, commentando l'intervento di Waszczykowski.

    La scorsa estate la camera bassa del Parlamento polacco ha approvato una risoluzione sul riconoscimento dell'11 luglio come Giornata Nazionale della Memoria per le vittime del genocidio commesso dai nazionalisti ucraini contro gli abitanti della Seconda Repubblica di Polonia tra il 1943-1945. Secondo Varsavia, sono stati compiuti massacri tra il 1939 e 1945 dall'ala militare dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN) — l'Esercito insurrezionale ucraino (UPA) — contro la popolazione polacca della Volinia, Galizia orientale e delle province sud-orientali della seconda Repubblica polacca. Il culmine degli eventi del 1943 definiti come "massacri della Volinia" è l'11 luglio, il giorno in cui i nazionalisti ucraini avevano attaccato contemporaneamente circa 150 villaggi polacchi. Gli storici polacchi considerano gli eventi in Volinia durante la Secondo Guerra Mondiale come genocidio e pulizia etnica. Secondo varie stime, da 100mila a 130mila persone sono state uccise. Gli storici ucraini a loro volta considerano questi massacri una conseguenza degli eventi della guerra tra l'esercito polacco e l'UPA, in cui è stata coinvolta la popolazione civile della regione. La parte ucraina stima le perdite in 10-20mila persone.

    La Verchovna Rada ucraina ha adottato una dichiarazione che condanna la decisione del Parlamento polacco sul riconoscimento dei "massacri della Volonia" come genocidio. I deputati ucraini ritengono che questa decisione "mette a repentaglio le conquiste politiche e diplomatiche dei due Paesi."

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    Estremismo, Geopolitica, Politica Internazionale, Storia, Stepan Bandera, Grzegorz Schetyna, Witold Waszczykowski, il ministro degli Esteri polacco, Polonia, Ucraina
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