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    Forbes interpreta le parole del nuovo ambasciatore USA all'ONU sulle sanzioni antirusse

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    Le parole dell'ambasciatore americano alle Nazioni Unite Nikki Haley, che lega la cancellazione delle sanzioni statunitensi legate alla Crimea con la restituzione della penisola alle autorità ucraine, non deve essere intesa nel senso che l'amministrazione Trump lascerà in vigore senza eccezioni le misure afflittive contro la Russia.

    Lo ritiene l'editorialista di Forbes Kenneth Rapoza.

    Le dichiarazioni del nuovo rappresentante permanente degli Stati Uniti alle Nazioni Unite potrebbero a prima vista sembrare in contrasto con il desiderio più volte espresso dalla nuova amministrazione di migliorare le relazioni con la Russia.

    Tuttavia, esaminando in dettaglio l'intervento della Haley, l'autore conclude che le sue parole non riguardavano la maggior parte delle sanzioni antirusse, in particolare quelle più importanti per gli investitori, come le misure contro le banche russe e le imprese del settore energetico.

    L'editorialista spiega che le sanzioni contro la Russia non sono state introdotte allo stesso tempo e continuamente sono state ampliate. A partire dal marzo 2014, sono state introdotte le sanzioni nei confronti di un certo numero di funzionari russi. Nell'estate del 2014 gli Stati Uniti e la UE hanno imposto le cosiddette sanzioni settoriali contro le più grandi banche e le imprese del settore energetico. Infine Obama negli ultimi mesi del suo mandato, ha imposto limitazioni contro le agenzie di intelligence russe e alcune persone, accusandole di "ingerenza nelle elezioni."

    "Le dichiarazioni della Haley non riguardavano le sanzioni più importanti che vogliono annullare tutti. Lo ha espresso chiaramente," — il giornalista riporta le parole di Joseph Dayan, uno degli amministratori della BCS Global Markets.

    Per l'Occidente la cancellazione delle sanzioni contro le principali società russe come Rosneft è legata all'attuazione degli accordi di Minsk per risolvere il conflitto nel Donbass.

    Tuttavia, osserva l'autore, la voglia di autonomia di Donetsk e Lugansk è in contrasto con gli interessi del governo di Kiev e non sarà facile realizzare gli accordi di Minsk.

    Tuttavia Trump può annullare le sanzioni settoriali anche se le condizioni degli accordi di Minsk non verranno implementate a pieno, sottolinea Rapoza.

    "Indipendentemente dal tipo di atteggiamento nei riguardi di Trump, si deve ammettere che il nuovo presidente è come manna dal cielo per gli investitori che lavorano con la Russia", — afferma l'economista e collaboratore della società di investimento internazionale BlackRock Gerardo Rodriguez.

    Pertanto gli investitori non dovrebbero essere precipitosi nel valutare le parole della Haley come prova delle intenzioni della Casa Bianca di mantenere ad ogni costo le sanzioni contro le imprese russe, riassume Rapoza.

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    Accordi di Minsk, Casa Bianca, Business, Politica Internazionale, Economia, sanzioni antirusse, Rosneft, Forbes, Nikki Haley, Donald Trump, Crimea, Donbass, Ucraina, USA, Russia
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