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    “Organi parlamentari internazionali devono decidere rispettando le diverse opinioni”

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    L'adozione di decisioni giuste da parte delle istituzioni parlamentari internazionali è possibile solo se vengono presi in considerazione tutti i punti di vista. Lo ha sottolineato oggi il presidente della Duma Vyacheslav Volodin in un incontro a Mosca con il presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE) Pedro Agramunt.

    "La più grande opportunità è la possibilità di esprimersi in Parlamento. Quando viene tolto il diritto di voto, non resta che introdurre l'Inquisizione e conseguentemente non pensare alla democrazia, che per sua natura non accetta questo tipo di decisioni", — ha detto.

    "La questione chiave è il dibattito dei regolamenti del PACE, in base ai quali alla delegazione russa è stato tolto il diritto di voto. Naturalmente ritenieamo che sia inaccettabile per il Parlamento, dato che nel Parlamento dovrebbero essere esposti i diversi punti di vista", — ha concluso Volodin.

    Il presidente della Duma ha ringraziato Agramunt per il suo atteggiamento costruttivo. "Il fatto che il presidente del PACE si sia impegnato affinchè tutte le 47 delegazioni partecipassero all'assemblea parlamentare, lascia sperare che dopo aver preso una decisione così discriminatoria, il PACE fissi nuove regole ed i diritti delle delegazioni nazionali vengano tutelati", — ha detto Volodin.

    Ha aggiunto che "quando ad una delegazione viene tolto il diritto di voto, viene negato il diritto di voto all'intero Paese che rappresenta. "Questo è inaccettabile", — ha detto il presidente della Duma.

    Volodin ha inoltre sottolineato che l'obiettivo del lavoro delle istituzioni parlamentari internazionali è "prendere decisioni giuste ed equilibrate." "Le decisioni giuste possono essere prese solo quando ci si ascolta a vicenda, in ogni caso quando vengono espresse le diverse opinioni," — ha detto. "Se si esclude dal processo decisionale i deputati di un intero Paese, che senso ha creare queste istituzioni?", — ha concluso Volodin.

    La delegazione russa al PACE dall'aprile 2014 ha perso gran parte dei suoi poteri per gli eventi in Ucraina e la riunificazione della Crimea con la Russia.

    Nel 2015 il PACE per 2 volte ha esaminato la questione della ripresa dei diritti a beneficio della delegazione russa, tuttavia le misure afflittive sono rimaste in vigore: i rappresentanti russi non possono votare e far parte degli organi decisionali dell'assemblea, così come non possono far parte delle missioni di monitoraggio. La Federazione Russa aveva dichiarato che avrebbe sospeso la sua partecipazione alle attività del PACE fino alla fine del 2015. Nel gennaio dello scorso anno la delegazione russa ha rifiutato di chiedere la conferma delle credenziali nel 2016. Per quest'anno non è ancora stata annunciata la decisione da parte della Russia.

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    Occidente, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, PACE, Duma, Vyacheslav Volodin, Pedro Agramunt, Russia
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