09:06 30 Novembre 2020
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Alla Duma hanno bollato come "odiose insinuazioni" l'accusa secondo cui il Cremlino avrebbe manipolato il processo elettorale negli Stati Uniti ed hanno auspicato che con l'arrivo della nuova amministrazione si avvii tra i due Paesi un dialogo costruttivo.

In una dichiarazione congiunta al Congresso il direttore della National Intelligence, il comandante dell'unità cibernetica delle forze armate degli Stati Uniti e il numero uno del Pentagono hanno dichiarato che i servizi segreti americani ritengono la Russia una "grave minaccia" nel cyberspazio. Inoltre ancora una volta hanno accusato Mosca di interferire nel processo elettorale degli Stati Uniti.

"Abbiamo relazionarci con comprensione. Vale a dire, capire e perdonare l'amministrazione di Obama. Arriveranno altre persone, spero che questo tipo di odiose insinuazioni non ci saranno più. Ricostruiremo i rapporti, avremo un dialogo professionale e proficuo,"

— ha dichiarato il membro della commissione della Duma sulla politica d'informazione Vadim Dengin.

"Sarà interessante vedere ciò che presenteranno in questa relazione al Congresso). Sono sicuro che ci saranno molti luoghi comuni, senza nessun riferimento a persone e fatti specifici. I perdenti se ne devono andare con dignità, come affermato da Vladimir Putin nella sua recente intervista con i media. Ma a quanto pare non si calmano queste persone. Obama vuole restare il peggior presidente degli Stati Uniti di sempre per la gente", — ha detto il deputato.

A suo parere, questo dossier non cambierà nulla nei rapporti tra Mosca e Washington.

"Per noi non vedo niente di disgustoso o qualcosa del genere che potrebbe migliorare o troncare i rapporti con l'amministrazione uscente di Obama," — ha aggiunto il deputato.

Ad ottobre alcune agenzie di intelligence statunitensi hanno denunciato gli attacchi di hacker russi durante la campagna elettorale. La CIA ha accusato la Russia tramite i media di aver violato i server del Partito Democratico per favorire Donald Trump alle presidenziali dell'8 novembre, che poi ha vinto. Le autorità statunitensi non hanno mai presentato le prove del coinvolgimento russo negli attacchi hacker.

Le autorità russe hanno sempre smentito questo tipo di accuse. Il presidente russo Vladimir Putin, parlando delle accuse di hacking, ha sostenuto che nei dati pubblicati non vi è nulla che giovi agli interessi della Russia e l'isteria attorno a questa vicenda serve a distogliere l'attenzione dai loro contenuti. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito le accuse "assolutamente infondate".

Trump le ritiene inventate e afferma che i suoi avversari democratici cercano con queste accuse di delegittimare i risultati delle elezioni ed assolversi dalla sconfitta elettorale.

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Tags:
hacker, Cremlino, Presidenziali USA 2016, cyberattacchi, Servizi segreti USA, Duma, Vadim Dengin, Donald Trump, Hillary Clinton, Barack Obama, USA, Russia
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