22:44 17 Febbraio 2020
Politica
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A Mosca si sono svolti i negoziati tra i ministri degli Esteri di Russia, Iran e Turchia dedicati alla crisi siriana. Al termine dei colloqui il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov ha annunciato l'intesa raggiunta con Iran e Turchia per una dichiarazione comune a sostegno della ripresa del processo per la tregua in Siria.

Lo ha dichiarato nella conferenza stampa congiunta insieme ai ministri degli Esteri di Iran e Turchia, rispettivamente Mohammad Zarif e Mevlut Cavusoglu.

Come sottolineato da Sergey Lavrov, nella dichiarazione dei tre Paesi si conferma la sovranità e l'integrità territoriale della Siria come Stato democratico. In uno dei paragrafi di questo importante documento si afferma:

"La Russia, l'Iran e la Turchia sono pronti a diventare i garanti del futuro accordo tra il governo siriano e l'opposizione."

L'iniziativa trilaterale è stata apprezzata a Teheran, ha dichiarato a Sputnik il professore dell'Università di Teheran Jahangir Karami, politologo ed esperto di relazioni tra Russia ed Iran:

"Credo che la nuova alleanza trilaterale e la firma della dichiarazione congiunta sia un passo importante, l'inizio di un processo costruttivo per risolvere la crisi siriana. Tre dei giocatori più influenti che svolgono la funzione primaria in questo processo sono l'Iran, la Russia e la Turchia.

Dopo tutto, se guardiamo la strategia per risolvere la crisi che in passato hanno promosso attivamente i Paesi europei, gli Stati Uniti ed alcuni Stati arabi, si vede che è stata totalmente inefficace e fallimentare. I frutti di questa strategia sono evidenti: non hanno arginato la crisi, ma l'hanno solo peggiorata.

Inoltre molti di questi Paesi citati non hanno forze militari sul fronte siriano, fatto che limita il raggiungimento dei risultati desiderati. Tuttavia la nuova alleanza di Russia, Iran e Turchia, dopo aver riunito le forze e firmato un documento così importante a Mosca, è la forza principale e unica che ha il potenziale di mettere fine alla crisi siriana. Inoltre quello che si è verificato nel corso delle ultime settimane ha unito di più i nostri Paese. La cosa importante è che senza il coinvolgimento diretto di questi tre protagonisti che sono pronti ad agire come garanti dei prossimi colloqui ad Astana, l'accordo tra il governo siriano e l'opposizione non avrebbe gettato le basi per garantire la tutela degli interessi della regione e soprattutto gli interessi nazionali della Siria e del suo popolo.

L'incontro trilaterale di Mosca e la firma della dichiarazione congiunta sono il risultato di una collaborazione militare coerente, strutturale e congiunta tra l'Iran e la Russia nella lotta contro i terroristi nella liberazione di Aleppo. La Turchia, avendo perso ogni speranza di rovesciare il governo legittimo siriano appoggiando i terroristi, ha rivisto la sua politica ed è stata costretta a negoziare e firmare una dichiarazione trilaterale."

Tuttavia restano i dubbi di Teheran sull'impegno a mantenere i patti raggiunti da parte del nuovo alleato sul fronte siriano, ritiene Mohammad Ali Mohtadi, ricercatore dell'Istituto di ricerca iraniano sugli studi strategici del Medio Oriente:

"In realtà questa dichiarazione è un importante documento strategico, soprattutto se la Turchia manterrà le sue promesse su questo accordo trilaterale.

L'evento chiave del cambiamento del contesto politico nella regione, con nostro grande rammarico e dolore, è stato l'assassinio dell'ambasciatore della Federazione Russa ad Ankara.

Se diamo per scontato che questo delitto sia scaturito per le convinzioni personali di un singolo individuo, è un segnale di come sia forte la propaganda dell'Occidente, della stessa Turchia e dell'Arabia Saudita contro la Russia per la liberazione di Aleppo e come influenzi le menti delle persone e dell'opinione pubblica. Questo terribile crimine terroristico è servito alla Turchia come pretesto per rinunciare alla propaganda e cambiare strategia sulla via del dialogo politico.

Se tuttavia dietro questo crimine c'è un'alleanza o un'organizzazione, allora la Turchia dovrebbe fornire la massima assistenza per identificare gli autori e gli sponsor di questo omicidio.

Se la Turchia fornirà la massima assistenza per far luce su questo crimine, allora sarà chiaro che sono veramente una cosa seria la sua nuova politica e l'impegno per i punti chiave del documento trilaterale firmato a Mosca. Personalmente nutro ancora dei dubbi su questo punto, ci sono stati precedenti in cui gli impegni non sono stati rispettati in pratica."

In ogni caso l'accordo di Russia, Iran e Turchia sulla crisi siriana dimostra che Ankara ha iniziato a separare e distinguere correttamente i terroristi dalla cosiddetta opposizione. In generale l'alleanza dei tre Paesi a livello geopolitico indebolisce l'influenza di Arabia Saudita e Qatar, i principali avversari di una soluzione pacifica della crisi siriana e complici dei terroristi.

"Già ora si nota come l'influenza di Arabia Saudita e Qatar sugli eventi in Siria sia indebolita. In effetti la loro ingerenza negli affari interni siriani si realizzava attraverso la Turchia che, dopo aver firmato l'accordo con Mosca e Teheran, ha messo in chiaro che Riyadh non dovrebbe più contare sul suo appoggio.

Un fattore importante che potrebbe interferire significativamente con gli obiettivi sauditi è il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La sua politica su Arabia Saudita e Siria è chiara.

Pertanto quello che sta accadendo in Medio Oriente, così come l'incontro trilaterale dei ministri degli Esteri a Mosca, sono un vero e proprio banco di prova per la Turchia: se sarà in grado di indebolire nella nuova alleanza l'influenza dei sauditi e del Qatar sulla crisi siriana.

Purtroppo è probabile che con la perdita della Turchia come complice, l'Arabia Saudita e il Qatar sceglieranno un'altra pedina per influenzare la crisi siriana: la Giordania, Paese che confina con la Siria nel nord-est. L'Arabia Saudita e il Qatar, creando caos e crisi interna nel Paese arabo, potrebbero rafforzare la propria influenza in Giordania e da lì cercare di intromettersi nella crisi siriana".

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Tags:
Mevlüt Çavuşoğlu, Terrorismo, Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Opposizione siriana, crisi in Siria, Mohammad Zarif, Bashar al-Assad, Sergej Lavrov, Giordania, Medio Oriente, Arabia Saudita, Qatar, Iran, Siria, Turchia, Russia
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