03:16 05 Marzo 2021
Politica
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Il vice premier e ministro degli Esteri della Serbia Ivica Dacic ha dichiarato l'inammissibilità delle pressioni su Belgrado affinchè coordini la sua politica estera con la UE nell'ambito dell'imposizione delle sanzioni contro la Russia, segnala il dicastero della diplomazia serba.

In passato le autorità di Belgrado hanno ripetutamente affermato che non avrebbero aderito alle sanzioni occidentali contro la Russia.

In passato le autorità di Belgrado hanno ripetutamente affermato che non avrebbero aderito alle sanzioni occidentali contro la Russia.

"La Serbia non potrà mai fare nulla che possa andare contro i nostri interessi nazionali. Molte delle grandi potenze occidentali nelle sedi internazionali intervengono come membri del gruppo dei cosiddetti "amici del Kosovo", pertanto non ci serve imporre sanzioni contro gli amici della Serbia. Vogliamo avere buoni rapporti con tutti, ma non possiamo agire contro sé stessi", — si legge nel comunicato del dicastero della diplomazia serba con le parole del ministro.

Dacic ha aggiunto che "grande rumore" ha provocato la decisione della Serbia di inviare gli aiuti umanitari in Siria tramite gli aerei di trasporto russi.

"A chi danno fastidio 84 scatoloni di vestiti, 2mila coperte e 660 chili di detersivo? Aiutiamo il popolo della Siria, come aiutiamo gli altri, allo stesso modo invieremo altri aiuti se qualcun altro ce lo chiederà," — ha detto il vice premier.

Dacic ha sottolineato che "il bullismo contro la Serbia non funziona più" e che Belgrado è aperta per la cooperazione con tutti, ma gli interessi nazionali vengono "prima di tutto."

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Tags:
Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Occidente, sanzioni antirusse, Unione Europea, Ivica Dačić, Serbia, UE, Russia
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