00:38 20 Novembre 2019
Maria Zakharova

Zakharova sicura, Russia affronta fase estrema della guerra d'informazione dell'Occidente

© Sputnik . Anton Denisov
Politica
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La Russia sta affrontando la fase estrema della campagna mediatica contro il nostro Paese in relazione alla crisi siriana. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Ha osservato che qualche anno fa, mentre la "primavera araba" volgeva al termine, Mosca era stata criticata per la sua posizione in relazione agli eventi in Siria. Da quel momento ci sono state diverse fasi di opposizione attiva alle azioni della Russia e di campagne mediatiche negative che accompagnavano ogni passo di Mosca.

La Zakharova ha detto: "Ora siamo arrivati alla fase estrema, direi estremista, della guerra informativa.

Questa non è una campagna mediatica, ma un'isteria a cui si sono uniti tutti: il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le conferenze stampa di persone di primo piano, i giornali, la televisione e il cinema, i ministri degli Esteri, gli osservatori, etc… Al momento all'angolo di tiro la situazione è la seguente: cercano di dipingerci come l'aggressore assetato di sangue, che opera al di fuori della legge.

Il New York Times ha scritto il 29 settembre che la Russia è un "Paese al di fuori della legge, che uccide centinaia di donne e bambini innocenti in Siria". E' ironico che tali dichiarazioni vengano espresse in un Paese con una base storica reale, non basata su illazioni, di crimini contro la popolazione civile di tutto il mondo."

La Zakharova ha osservato che come prova della complicità dei russi nelle presunte uccisioni di migliaia di bambini i funzionari occidentali si riferiscono ai dati di internet. La portavoce li ha incoraggiati a vedere la stessa cosa in relazione all'addestramento dei terroristi.

Zakharova:

"C'è un altro punto, che suggerisce che ciò che sta accadendo ora è una campagna mediatica. Non molto fa, appena un anno e mezzo fa, questi stessi Paesi caratterizzavano la Russia come partner costruttivo sulla Siria e il nostro contributo per l'opposizione al terrorismo internazionale veniva considerato molto alto.

Ricordate, lo testimoniano dichiarazioni pubbliche. Che cosa è cambiato? Ci siamo avvicinati troppo vicino ad Al-Nusra? Sì, succede. Ora l'opinione è cambiata, accade il contrario. Tutti ricordiamo come nel marzo 2016 in un rapporto segreto della NATO finito sulla stampa si definiva l'operazione russa in Siria "efficiente ed accurata." Cioè, a marzo era "efficiente ed accurata", mentre ora ci sono "killer sanguinari". Normalmente gli esperti riposano in estate! È impossibile parlare di una valutazione obiettiva adeguata quando il metro di giudizio cambia così radicalmente in poco tempo."

La Zakharova ha chiesto a Washington di spiegare perchè in un'inchiesta giornalistica a Londra è stato rilevato che il Pentagono ha pagato una società britannica di Pubbliche Relazioni più di 500 milioni $. Secondo l'inchiesta, serviva per creare video fake all'interno della propaganda per la guerra subito dopo l'invasione americana dell'Iraq.

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Tags:
Terrorismo, Propaganda, Occidente, crisi in Siria, mass media, Maria Zakharova, Siria, USA, Russia
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