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17:27 21 Settembre 2019
Il governatore repubblicano dell'Indiana Mike Pence (a sinistra) e il senatore democratico della Virginia Tim Kaine (a destra)

USA, le spalle di Hillary Clinton e Trump si sono giocati la “carta russa” in un dibattito

© REUTERS / Kevin Lamarque
Politica
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Il primo e unico dibattito dei candidati per la vicepresidenza degli Stati Uniti del Partito Repubblicano e del Partito Democratico è avvenuto ieri sera in Virginia.

Nel giro di un'ora e mezza il governatore repubblicano dell'Indiana Mike Pence e il senatore democratico della Virginia Tim Kaine hanno dibattuto con toni accesi su quale candidato per la Casa Bianca tra Donald Trump o Hillary Clinton possa migliorare la vita degli americani comuni, ristabilire l'ordine in tema di immigrazione, sconfiggere i terroristi e confrontarsi con la Russia.

L'ultimo argomento, a differenza del dibattito tra Trump e la Clinton, è diventato il tema centrale del confronto, mettendo in secondo piano la questione principale del dibattito: chi tra i contendenti per la presidenza degli Stati Uniti mente di più agli elettori?

L'America è in pericolo

Per primo ha toccato l'argomento Russia il governatore Pence, che ha affermato che "la "politica fallimentare della Clinton da segretario di Stato ha provocato l'aggressione russa".

Kaine lo ha immediatamente interrotto dicendo che "entrambi voi amate la Russia", riferendosi al suo interlocutore e al tycoon Trump. In precedenza il candidato repubblicano era stato spesso criticato per le sue affermazioni di stima nei riguardi di Putin e per i rapporti con gli oligarchi russi.

Difendendo la politica della Clinton, il democratico Kaine ha ricordato che da segretario di Stato ha siglato con la Russia gli accordi sulla riduzione dell'arsenale nucleare e sull'eliminazione delle armi chimiche siriane.

"Oggi l'America è meno sicura di quando Barack Obama è diventato presidente, è assolutamente innegabile," — ha accusato il repubblicano Pence.

In particolare ha rinfacciato ai democratici di aver firmato l'accordo sul nucleare con l'Iran e di aver lasciato conquistare vaste aree del Medio Oriente ai terroristi del Daesh.

Kaine a sua volta ha accusato Trump di essere "in sintonia con i dittatori", "di voler distruggere le alleanze militari" degli Stati Uniti, così come permettere ad alcuni Paesi di acquisire armi nucleari.

L'orso russo non muore

Cercando di confutare la tesi diffusa tra i democratici sull'attrazione di Trump per la Russia, "Pence ha aspramente criticato la posizione di Mosca sulla normalizzazione del conflitto in Siria.

Secondo il repubblicano, "il leader russo detta le condizioni agli Stati Uniti in Siria".

"Alle provocazioni della Russia gli Stati Uniti devono rispondere con la forza. La Russia vuole continuare il barbaro attacco contro i civili ad Aleppo, gli Stati Uniti devono essere pronti ad usare la forza militare per colpire gli obiettivi militari di Assad", — ha aggiunto.

Pence è intervenuto inoltre a favore del dispiegamento dello scudo di difesa anti-missile in Repubblica Ceca e Polonia a cui, secondo lui, hanno rinunciato Barack Obama ed Hillary Clinton "per non offendere la Russia nel 2009".

Dopo aver discusso per un po' tempo su chi è pronto a prestare maggiore attenzione per migliorare le capacità di difesa degli Stati Uniti, i candidati sono ritornati alle relazioni con la Russia su invito del mediatore del dibattito.

"Con la Russia bisogna essere duri. Quindi smettiamola nel lodare Vladimir Putin," — ha detto il democratico Kaine.

Pence ha risposto affermando che lui e Trump vedono che in Siria, Iran ed Ucraina il presidente russo è più forte sulla scena mondiale rispetto all'attuale amministrazione americana.

Giocando in difesa, Kaine ha ribattuto che la colpa del fallimento della politica di "reset" intrapresa dal segretario di Stato grava sul "dittatore Vladimir Putin" e allo stesso tempo la Clinton aveva cercato di resistere "all'invasione russa della Georgia" e "all'aggressione contro l'Ucraina."

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Tags:
politica interna, Geopolitica, Politica Internazionale, Presidenziali USA 2016, crisi in Siria, Tim Kaine, Mike Pence, Donald Trump, Hillary Clinton, Vladimir Putin, Iran, Siria, Ucraina, USA
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