01:50 14 Aprile 2021
Politica
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Le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita sono rischiose, scrive il The National Interest.

Le relazioni tra gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita approvate dal Congresso per il disegno di legge che riguarda Riyad, risultano “rischiose e confuse“, scrive l'editorialista di The National Interest, Paul Pillar.

Il progetto di legge "Giustizia contro gli sponsor del terrorismo", respinto dal Presidente degli USA Barak Obama, ma approvato questa settimana dal Congresso, dà il diritto ai parenti delle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001 di citare in giudizio l'Arabia Saudita come Paese sospettato di sostenere il terrorismo.

Adesso gli USA inviano due segnali estremamente contraddittori riguardo il loro atteggiamento con l'Arabia saudita ed entrambi vanno nella direzione sbagliata. In primo luogo, prima della risoluzione dei procedimenti giudiziari, non sarebbe stata condotta un'indagine adeguata sul coinvolgimento di Riyad con gli attentati terroristici dell'11 settembre. In secondo luogo, la vendita di armi ai sauditi collega ancora di più gli USA a quelle azioni "destabilizzanti ed ingiustificate" di cui sono accusati i sauditi, scrive l'editorialista.

A Washington è necessario considerare tutti i pro e i contro di questi stretti legami con Riyad. Da un lato gli USA ricevono dall'Arabia il diritto di accesso militare, dall'altro l'Arabia Saudita, coinvolta nei conflitti regionali, trascina Washington in affari destinati al fallimento, si legge nell'articolo. Si dovrebbe tener conto del fatto, che di per sé, il regime saudita è un "anacronismo" e non si sa come potrebbe cambiare nei prossimi anni, scrive l'editorialista.

Gli esperti suggeriscono che in Arabia Saudita non ci sarà un colpo di Stato, tuttavia, in caso di cambio di potere, molto probabilmente, i nuovi volti che guideranno il Paese non saranno favorevoli agli USA. 

Tags:
Armamenti, Terrorismo, Armi, Governo USA, Congresso USA, Arabia Saudita, USA
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