03:00 27 Gennaio 2021
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Il presidente USA Barack Obama ha respinto la cooperazione con la Russia nella lotta contro lo "Stato Islamico", non osserva le proprie proposte per la riduzione del rischio nucleare e permette al capo di Stato ucraino Petr Poroshenko di modificare unilateralmente la natura delle azioni necessarie per l'attuazione degli accordi di Minsk.

Lo scrive il settimanale americano The Nation.

Dopo l'incontro a porte chiuse ad Hangzhou con il presidente russo Vladimir Putin, Obama non ha accettato di condurre un'operazione militare congiunta contro il Daesh in Siria, motivandolo con la "mancanza di fiducia" per il presidente russo.

Tuttavia è palese che è andato incontro agli altri politici americani che si oppongono in ogni modo ad un riavvicinamento con Mosca, ritiene l'autore dell'articolo.

Inoltre Obama ha rinunciato alla dottrina da lui stesso proposta sul non utilizzo di armi nucleari e la rimozione dello stato di massima allerta con armi nucleari.

Questa iniziativa avrebbe permesso di ridurre le possibilità dell'inizio di una guerra nucleare, si rileva nell'articolo.

L'autore del materiale ha anche richiamato l'attenzione sul fatto che il presidente dell'Ucraina ha cambiato unilateralmente l'ordine delle azioni necessarie per l'attuazione del pacchetto di misure "Minsk-2", dichiarando che la ripresa del controllo del confine con la Russia dovrebbe essere il primo passo del piano di pace e non quello conclusivo, come è scritto negli accordi.

"E' difficile immaginare che Poroshenko abbia compiuto questo passo senza il permesso dell'amministrazione Obama e del vicepresidente Biden, responsabile del "progetto ucraino" dal 2014," — si dice nell'articolo.

Due anni fa Obama aveva annunciato di voler "isolare" la Russia e il suo presidente. Tuttavia al vertice del G20 il presidente russo è stato il leader più ricercato. A sua volta Obama si è trovato isolato durante l'evento, scrive The Nation.

"Potrebbe essere dovuto al fatto che il secondo mandato di Obama volge al termine oppure che nessuno lo considera seriamente come leader: in un modo o nell'altro è una questione di interpretazione", — si afferma nell'articolo.

L'oscuramento della Russia è stata la bussola della politica statunitense nel corso degli ultimi anni, tuttavia il vertice del G20 ha dimostrato che il mondo si relaziona in altro modo con Mosca, a differenza di quello che scrivono i politici ed i media americani.

"L'America non certo dà l'impressione di essere "leader del mondo libero". Molti Paesi, tra cui quelli europei, si allontanano da Washington a favore della Russia, rischiando di portare l'Unione Europea ad annullare le sanzioni contro Mosca già a gennaio," — conclude l'autore dell'articolo.

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ISIS, Accordi di Minsk, Terrorismo, Cooperazione, Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, sanzioni antirusse, Vertice G20, Vladimir Putin, Barack Obama, Siria, Donbass, Ucraina, USA, Russia
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