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    Hillary Clinton

    "Hillary Clinton resta in silenzio sulla Siria per mascherare spaccatura nei Democratici"

    © AFP 2017/ Andrew Caballero-Reynolds
    Politica
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    Hillary Clinton cerca di presentare i Democratici USA, con cui si candida alla Casa Bianca, come un "partito di sicurezza nazionale". Tuttavia al congresso del mese scorso ha toccato molte sfide di politica estera che dal suo punto di vista riguardano da vicino gli Stati Uniti, anche se ha "accuratamente evitato" di affrontare la crisi siriana.

    Inoltre il conflitto in Siria non è menzionato nel testo programmatico del partito adottato al termine del congresso, scrive la rivista americana "Foreign Policy".

    Allo stesso tempo, rileva l'articolo, la situazione in Siria è una delle sfide più difficili che dovrà affrontare il prossimo presidente degli Stati Uniti: non riguarda solo il cosiddetto "Stato Islamico", ma è un conflitto molto più ampio che ha distrutto il Paese e provocato un'enorme tragedia umanitaria che ha colpito l'Europa.

    Anche se la Siria non è un problema così sentito degli elettori americani, "Foreign Policy" rileva che vale la pena dedicare l'attenzione alle discussioni sollevate all'interno dei Democratici dalla corrente di sinistra guidata dal senatore Bernie Sanders, battuto alle primarie da Hillary Clinton.

    "Durante la stesura del manifesto programmatico del Partito Democratico, Bernie Sanders ha incaricato i propri membri nella direzione del partito di inserire una modifica, che contempla il rifiuto ad ogni intervento militare contro il presidente siriano Bashar Assad, compresa l'introduzione di una no-fly zone," — si afferma nell'articolo.

    Tuttavia queste modifiche non sono state introdotte. Per questo l'autore dell'articolo conclude che dal momento che nel testo del documento programmatico non ci sono riferimenti alle azioni militari degli Stati Uniti, non si rinuncia all'intervento.

    E anche se nel testo finale della dichiarazione si fa cenno al "rammarico per la catastrofe umanitaria" e ci si concentra per assicurare esclusivamente il sostegno alla popolazione civile, il documento "non è politicamente vincolante e non lega Hillary Clinton a nessun obbligo se sarà eletta presidente," si legge nell'articolo.

    Questo fatto è interessante per un altro motivo, prosegue l'articolo: mostra la spaccatura all'interno del Partito Democratico sul ruolo militare o morale che gli Stati Uniti ricoprono nel porre fine al conflitto siriano, così come se Washington debba concentrarsi esclusivamente nella lotta contro lo "Stato Islamico" o cercare anche la deposizione di Assad.

    "Detto in altri termini, anche se la Clinton dirà di sì ad un grande intervento in Siria, potrebbe affrontare la forte opposizione dal suo stesso partito. Anche se Sanders ha perso le primarie, i suoi sostenitori hanno fatto capire che non si metteranno da parte," — riassume "Foreign Policy".

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    politica interna, Politica Internazionale, Presidenziali USA 2016, Bernie Sanders, Hillary Clinton, Bashar al-Assad, Siria, USA
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