06:48 23 Gennaio 2020
Politica
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Questa settimana il presidente turco Recep Tayyip Erdogan effettuerà il suo primo viaggio all'estero dopo il colpo di stato militare, tuttavia non sarà un incontro con un leader di un Paese alleato della NATO, ma con il presidente russo Vladimir Putin, scrive il “Financial Times”.

Come osservato, sia l'Occidente sia la Russia si interrogano sul nuovo corso di politica estera dopo il fallito colpo di stato di Erdogan, che ha rapidamente sfruttato gli eventi per fare pulizia tra i suoi oppositori interni e avversari politici: pertanto il prossimo incontro di San Pietroburgo con Putin ha un grande significato geopolitico.

Alcuni eventi e questioni hanno spinto Mosca e Ankara alla cooperazione, in particolare hanno mandato alla ribalta l'idea di "dare una lezione all'Occidente", così come verso interessi comuni nella sicurezza regionale, si legge nell'articolo. La Turchia ha apprezzato l'appoggio incondizionato dalla Russia dopo il fallito golpe. Questo contrasta il tono della retorica di Ankara su Washington.

"I nostri rapporti con gli Stati Uniti non mai stati così peggiori negli ultimi 50 anni, questo rende sicuramente una prospettiva attraente l'amicizia con la Russia", — scrive il giornale, riferendosi alle parole dell'ambasciatore turco a Mosca.

Tuttavia, come scrive il giornale, le autorità turche lasciano intendere che non si apprestano a tagliare i ponti con gli USA per stringere un'alleanza con la Russia. Secondo loro, il legame tra Washington e Ankara è forte e le relazioni bilaterali hanno vissuto periodi peggiori: l'invasione di Cipro nel 1974, il rifiuto della Turchia di fornire il suo territorio alle truppe americane per l'invasione dell'Iraq nel 2003, l'appoggio di Washington ai curdi durante il regime di Saddam Hussein e più recentemente il sostegno più deciso ai curdi in lotta contro lo "Stato Islamico".

Tuttavia i diplomatici temono che la Turchia possa sfruttare Mosca come una leva di pressione, anche in Siria, osserva il giornale.

Così, ci si aspetta che la Turchia ridurrà l'ostilità contro Bashar Assad e concorderà con Mosca che il suo regime è una garanzia di sicurezza della sovranità siriana, almeno per il periodo di transizione. In risposta la Turchia si aspetta il sostegno di Mosca sul problema dei curdi siriani, anche se, secondo gli analisti, è quasi impossibile.

In conclusione il "Financial Times" osserva che, nonostante l'interesse comune sulle questioni regionali, i funzionari di Mosca e Ankara non sono in grado di prevedere l'esito dell'incontro tra Putin e Erdogan.

 

In precedenza Erdogan aveva dichiarato che i colloqui con Putin apriranno una nuova pagina nelle relazioni bilaterali.

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Tags:
Curdi, Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Occidente, Recep Erdogan, Bashar al-Assad, Vladimir Putin, Siria, Turchia, USA, Russia
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