21:04 20 Aprile 2019
Tony Blair

Guerra in Iraq, dossier Chilcot: Blair rischia il processo? Risarcimento per Baghdad?

© AFP 2018 / DANIEL LEAL-OLIVAS
Politica
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Oggi è stato pubblicato il rapporto Chilcot, che svela i retroscena sul coinvolgimento della Gran Bretagna dell'ex premier Tony Blair nella campagna militare contro l'Iraq di Saddam Hussein guidata dagli USA alla ricerca delle armi di distruzioni di massa di Baghdad, peraltro mai trovate.

L'esperto di questioni legali internazionali Tareq Harb ha riferito all'edizione araba di Sputnik che il rapporto Chilcot, pubblicato oggi, non aiuterà l'Iraq ad ottenere un indennizzo dalla Gran Bretagna in un tribunale internazionale.

"Gli autori del dossier non sono una commissione d'inchiesta con poteri investigativi e non sono giudici. Sono una parte che ha ricostruito i fatti, nulla di più.

Il rapporto risponde ad una sola domanda: come il Regno Unito ha preso parte alla guerra in Iraq insieme agli Stati Uniti? Il rapporto contiene una serie di fatti che possono stimolare alcune persone a presentare una denuncia in tribunale, ma non c'è nulla che possa indure l'Iraq a presentare un esposto contro il Regno Unito. Tanto più non si può parlare di alcuna richiesta di risarcimento finanziario.

La decisione di invadere l'Iraq è stata formalmente adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E' stata una decisione legittima del Consiglio. Pertanto se l'Iraq accuserà la Gran Bretagna di aver dichiarato guerra, riceverà la risposta "cosa c'entriamo?".

Il rapporto ha implicazioni solo nel Regno Unito: "perché abbiamo fatto questa guerra?" "Perché abbiamo speso così tanto denaro?". Altrimenti l'Iraq dovrà presentare un esposto contro i 21 Paesi che hanno partecipato alla guerra guidata dagli Stati Uniti."

Il direttore del Centro per gli Studi Strategici e Politici presso l'Università di Al-Mustansiriya Aziz Jaber Shayal ha un parere diverso:

L'ingerenza in Iraq della Gran Bretagna è stato un errore in tutti i sensi. Il rapporto accenderà il dibattito nel Regno Unito sull'invasione dell'Iraq. Dopo l'uscita dalla UE Londra perderà il sostegno della comunità internazionale, se l'Iraq richiederà un risarcimento. Baghdad deve sfruttare il dossier per presentare un esposto contro i britannici e chiedere un risarcimento per tutto quello che è stato distrutto durante l'invasione.

Nel rapporto si osserva che Blair era "in buona fede" quando ha preso la decisione di far partecipare la Gran Bretagna all'operazione militare, ma di quali buone intenzioni si può parlare se la guerra ha provocato la morte di un milione di iracheni e la distruzione delle infrastrutture? Pertanto occorre richiedere la compensazione non solo dalla Gran Bretagna, ma anche dagli Stati Uniti.

La Brexit e il dossier indurranno il Regno Unito a non impegnarsi più in tali campagne, per cui il Paese potrebbe subire perdite finanziarie. Dopo la pubblicazione del rapporto, il Regno Unito non potrà più partecipare a queste guerre. Costringerà altri Paesi a capire che tali azioni non sono mai libere da conseguenze. Occorre risponderne al proprio popolo.

Il rapporto non ha pienamente accusato Tony Blair. Secondo il dossier, le sue intenzioni erano buone. Si tratta di un gioco di parole, se fosse stato giudicato responsabile, un tribunale britannico sarebbe stato obbligato a condannarlo. Ma è difficile che si apra un processo contro Tony Blair, almeno nel prossimo futuro."

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Tags:
Guerra, Giustizia, George W. Bush, Saddam Hussein, Tony Blair, Iraq, USA, Gran Bretagna
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