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    Geopolitica e lotta per mercato gas: i retroscena del disgelo tra Russia e Turchia

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    Il miglioramento dei rapporti tra Mosca e Ankara, reso possibile dopo le scuse del presidente turco Erdogan per l'abbattimento del bombardiere russo Su-24 in Siria, esaspera la lotta tra i più grandi esportatori di gas per il mercato turco, scrive la rivista “Foreign Policy”.

    Il miglioramento dei rapporti con la Russia e Israele è dovuto all'ambizione della Turchia di fermare la diffusione dell'influenza iraniana in Medio Oriente, ritiene l'esperto di energia e geopolitica della regione Micha'el Tanchum.

    Dopo l'accordo sul programma nucleare, Teheran è uscita dall'isolamento internazionale e si è sbarazzata delle sanzioni, afferma l'analista. Ora obiettivo dell'Iran è togliere lo status di leader regionale all'Arabia Saudita sunnita tramite l'aumento delle esportazioni di petrolio e gas.

    "La riconciliazione con la Russia è parte di una strategia più ampia per la Turchia, che implica il ripristino della cooperazione con Israele e il rafforzamento dei legami strategici con l'Arabia Saudita e il Qatar," — scrive l'analista.

    In merito, prosegue Tanchum, diventa più incombente la questione del gasdotto "Turkish Stream", progetto che è stato sospeso dopo l'abbattimento dell'Su-24 russo da parte di un caccia turco. La questione è se la riconciliazione di Mosca e Ankara sia sufficiente per ritornare al livello di partnership strategica del 2014 e 2015, quando la Russia aveva rinunciato a costruire "South Stream" ed aveva avviato trattative con la parte turca per un gasdotto attraverso il Mar Nero. Inoltre dal rapporto tra Mosca e Ankara dipendono il destino della prima centrale nucleare della Turchia, che deve essere costruita dai russi, e lo stato della Russia nel mercato globale.

    "La Russia ha bisogno di completare la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu. Per mostrare la volontà di difendere la propria quota di mercato globale di fronte alla concorrenza crescente della Cina," — si afferma nell'articolo.

    Tuttavia, il futuro di "Turkish Stream" è vago, anche nell'ambito di un clima politico nuovo nei rapporti tra Mosca e Ankara. E' probabile che la Russia non abbia grandi aspettative su questo progetto: si prevedeva che la costruzione del gasdotto avrebbe aperto a Mosca ancor di più le porte del mercato europeo, ma ora sembra che l'unico destinatario del gas attraverso "South Stream" sarà la Turchia che, a sua volta sta cercando di ridurre la sua dipendenza energetica dalla Russia.

    Il principale rivale della Russia per il mercato turco potrebbe diventare Israele, che vuole aumentare il suo blasone regionale attraverso le esportazioni di gas.

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    sunniti, sciiti, Geopolitica, Energia, Economia, gas della Russia, gas, Recep Erdogan, Medio Oriente, Israele, Iran, Turchia
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