05:06 24 Ottobre 2018
Konstantin Kosachev

“In Europa credono sempre meno alla favola dell'aggressione russa”

© Sputnik . Vladimir Fedorenko
Politica
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Alla favola dell'aggressione russa ci credono sempre meno in Europa: lo dimostra l'opposizione di alcuni Paesi all'estensione delle sanzioni contro Mosca, ha dichiarato a RIA Novosti il presidente della commissione Esteri del Consiglio della Federazione Konstantin Kosachev.

"Come previsto, il Consiglio d'Europa ha formalmente rinnovato le sanzioni economiche contro la Russia fino al 31 gennaio 2017. Il fatto in sé non è interessante, dal momento che è ormai diventata una cosa di routine, ma suscita interesse quello che lo ha preceduto. Cresce l'opposizione interna alle sanzioni", — ha detto il senatore.

A suo avviso, nell'Unione Europea domina una "disciplina sovietica": anche se col mal di pancia, votano come bisogna fare.

"E' un valore europeo, che, a mio parere, ha in gran parte contribuito alla Brexit: i diktat di Bruxelles e l'unanimità di facciata non piacciono a tutti", — ha sottolineato.

Il senatore ha ricordato che ad aprile l'Assemblea nazionale francese ha votato una mozione per chiedere la revoca delle sanzioni contro la Russia. Lo scorso 8 giugno la camera alta del Parlamento transalpino ha adottato una risoluzione che chiede la rimozione graduale delle sanzioni.

"Questi segnali li vediamo da diverse parti, indicano che mostrare l'unità diventa sempre più difficile," — ha detto Kosachev.

Il legame con gli accordi di Minsk costringe gli europei a rivolgere sempre più le loro attenzioni a Kiev, da cui dipende in gran parte l'attuazione del pacchetto di Minsk.

"Era chiaro fin dall'inizio che finchè le sanzioni erano importanti per dimostrare la determinazione degli europei si poteva scaricare tutto su Mosca, che non ha alcun vincolo in questi accordi", — ha evidenziato il senatore.

"Ma ora che le sanzioni cominciano a dare fastidio a tutti, volenti o nolenti, tocca fare pressioni sull'Ucraina per ottenere almeno qualche progresso, senza cui non si può rinunciare formalmente alle misure economiche afflittive", — ha aggiunto il deputato.

"Ovviamente la pazienza degli europei non è illimitata. Alla favola dell'aggressione russa ci credono sempre meno persone, perché la realtà stessa la nega," — ha sottolineato.

Il processo di Minsk non riguarda questo, ma la normalizzazione del conflitto interno ucraino, che implica il dialogo tra Kiev, Donetsk e Lugansk, ha detto Kosachev. "O verrà instaurato, oppure è meglio trasformare le sanzioni a tempo indeterminato, per evitare che questi rispettabili signori si radunino una volta di troppo a gennaio," — ha concluso il politico.

"Con la tenacia degna dei migliori, i politici europei prolungano le sanzioni, riferendosi al fatto che gli accordi non sono stati implementati nei termini stabiliti, vale a dire al 31 dicembre 2015, tuttavia non si pongono la domanda su chi non li abbia realizzati in piena misura,"- ha detto Kosachev.

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Tags:
Accordi di Minsk, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, sanzioni antirusse, Unione Europea, Konstantin Kosachev, UE, Donbass
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