15:53 27 Ottobre 2020
Politica
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Le autorità dell'entità serba hanno fatto sapere di non voler accettare le modifiche all'Accordo di stabilizzazione e avvicinamento (Asa) per via dell'adeguamento ai parametri di adesione della Croazia, il cui processo verso la Ue è iniziato successivamente.

La Repubblica Srpska respinge le modifiche all'Asa, richieste dagli eurocrati per iniziare il processo di adesione all'Ue, perché considerate nocive agli interessi locali. A riferirlo i vertici dell'entità serba, in seno alla Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, che hanno fatto sapere di non accettare le modifiche al piano di stabilizzazione e avvicinamento all'Ue per adeguarlo a quello della Croazia, bloccando di fatto nuovamente il processo

Secondo il presidente di Banja Luka, Milorad Dodik, con l'adeguamento si creerebbe un ingente danno per l'economia bosniaca. Il modello seguito dalla Croazia, sottoscritto nel 2013, per le quote d'importazione in linea con i cosiddetti principi di "commercio tradizionale", provocherebbe alle casse dell'entità serba meno entrate per un valore di almeno 80 milioni di euro.

L'adeguamento a questi principi richiesti per l'Asa, l'Accordo di stabilizzazione ed associazione all'Ue firmato della Bosnia e dagli eurocrati nel giugno del 2008 e sbloccato solo il marzo dello scorso anno, resta una condizione indispensabile posta dai vertici di Bruxelles affinché il governo di Sarajevo diventi un candidato "credibile" per diventare membro effettivo dell'Unione, dopo la richiesta ufficiale presentata dalle autorità nazionali lo scorso febbraio.

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Tags:
Unione Europea, Adesione all'UE, Bosnia-Erzegovina, Serbia
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