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22:23 20 Ottobre 2019
Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan (foto d'archivio)

Rispedito al mittente: Mosca deve rispondere ad Erdogan?

© Sputnik . Alexei Druzhinin
Politica
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Al Cremlino hanno ricevuto la lettera del presidente turco Recep Tayyip Erdogan indirizzata a Vladimir Putin, in cui il capo di Stato turco ha porto gli auguri per il Giorno della Russia ed ha auspicato che i rapporti tra Ankara e Mosca tornino al "livello che meritano".

L'ufficio stampa del governo russo ha allo stesso modo riferito di aver ricevuto un messaggio di auguri da parte del governo turco.

Nella lettera il premier turco Binali Yildirim ha espresso la speranza che "nel prossimo futuro la cooperazione e le relazioni tra i due Paesi raggiungeranno il livello necessario per gli interessi comuni dei nostri popoli."

Il ricevimento di questi messaggi di auguri è un limpido segnale diplomatico in base a cui Ankara cerca di trovare il modo per normalizzare le relazioni con Mosca, ritiene Dmitry Danilov, direttore del dipartimento di sicurezza europea dell'Istituto Europa dell'Accademia Russa delle Scienze.

"La Turchia non nasconde che vuole riprendere le relazioni, che perdere la Russia è doloroso. E in questo caso si tratta non solo dei problemi con la Russia, ma tutto avviene in un contesto di rapporti estremamente complicati tra Ankara e gli altri suoi partner, anche all'interno della NATO," — sottolinea Danilov.

Questi segnali vengono percepiti da Mosca con una grande dose di scetticismo. La posizione della Russia è stata messa in chiaro sin dall'inizio: ammissione dei propri errori e rischiesta di scuse. Questo non è ancora successo, a dimostrazione che in realtà la posizione di Ankara non è cambiata, ricorda l'analista.

La normalizzazione delle relazioni tra la Russia e la Turchia è possibile, tuttavia il ritorno al loro livello precedente appare irrealizzabile, ritiene il redattore capo della rivista "Russia in Global Affairs" e presidente del presidium del "Consiglio sulla politica estera e di difesa" Fyodor Lukyanov.

"Nei rapporti russo-turchi si parlava molto di partenariato strategico, ma la sua ripresa non avrà successo, perché il partenariato strategico richiede fiducia strategica. Dopo tutto quello che è successo è molto difficile parlare di fiducia", — ritiene.

Ora molto dipende da come la Russia sia disposta ad essere flessibile e non pretendere da Erdogan un dazio che non può permettersi per la sua immagine costruita da lui in Turchia e all'estero, è convinto Lukyanov.

"Erdogan si è creato l'immagine di persona dura, senza compromessi, di politico forte. E' uno dei pilastri della sua forza. Se ci sarà l'occasione di essere flessibili senza compromettere la sua immagine, alla fine Erdogan si muoverà per scongelare i rapporti", — ipotizza Lukyanov.

Allo stesso tempo l'analista non crede che la Russia debba rinunciare alla richiesta di scuse e al risarcimento per l'abbattimento dell'aereo. Sta nell'arte della diplomazia trovare una forma che non sia troppo umiliante per la parte che porge le scusa, chiarisce.

Non ci può essere nessun discorso di flessibilità, è convinto Dmitry Danilov.

"La volontà della parte turca per la ripresa delle relazioni è abbastanza evidente. Ankara ha perso i settori economici con la Russia, compreso il turismo. Erdogan ha problemi molto seri nel Paese. Penso che i diplomatici russi interpretino giustamente questi passi da lui intrapresi come l'ennesima manovra diversiva in una situazione complessa", — dice.

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Tags:
Geopolitica, Politica Internazionale, Diplomazia Internazionale, Occidente, Vladimir Putin, Recep Erdogan, Turchia
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