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    Nicolas Maduro, presidente del Venezuela

    Venezuela, referendum per destituire Maduro

    © REUTERS/ Miraflores Palace/Handout via Reuters
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    Un altro attacco delle oligarchie finanziarie per la destituzione di un governo democratico e sovrano per destabilizzare l’intero Sud America.

    Dopo Dilma, è ora il momento di Nicolas Maduro.

    Il Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) del Venezuela ha convalidato un milione e 300mila delle quasi 2 milioni di firme raccolte dall'opposizione, 10 volte quanto richiesto dalla legge, per indire un referendum che revochi l'incarico al presidente Nicolas Maduro. Eppure, solo pochi giorni fa lo stesso Consiglio elettorale, organo dipendente dallo stesso presidente della Repubblica, aveva denunciato la sussistenza di brogli ed errori.

    Un altro attacco delle oligarchie finanziarie per la destituzione di un governo democratico e sovrano per destabilizzare l'intero Sud America. Il 12 aprile scorso il Washington Post scriveva: "Il Venezuela ha disperatamente bisogno di un intervento politico dei suoi vicini, che per questo dispongono di un meccanismo appropriato nella Carta Democratica Interamericana dell'Organizzazione degli Stati Americani, un trattato che contempla l'azione collettiva quando un regime violi le norme costituzionali".

    Intanto, la tensione sociale si inasprisce: centinaia di manifestanti, guidati dall'opposizione governativa, si sono scontrati ieri con le forze di polizia a Caracas. 

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