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    Donald Trump

    Primarie Usa, Trump può esultare: sua la nomination repubblicana

    © REUTERS/ Brendan McDermid
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    Con la vittoria nello Stato di Washington, il miliardario americano ottiene il numero di delegati necessari a staccare il biglietto per le presidenziali.

    Nelle ore in cui Barack Obama dichiarava dal Giappone che i leader del G7 temono la figura di Trump come possibile nuovo presidente Usa e interlocutore ai tavoli internazionali, il miliardario americano supera il "magic number", fissato per il partito repubblicano a 1237 delegati, e ottiene matematicamente la nomination. In attesa del voto in altri 5 Stati, tra cui l'attesissima California, la convention repubblicana di Cleveland sarà dunque per Trump poco più di una passerella, prima di avviare formalmente la campagna elettorale per le presidenziali.

    "Se i leader mondiali sono scossi da me è una cosa buona".

    Questa la risposta sferzante di Trump alle dichiarazioni di Obama, di cui ha poi criticato pesantemente l'operato in questi due mandati. Con la matematica vittoria di Trump, svanisce dunque il sogno dei vertici del partito repubblicano, da sempre apertamente contro la candidatura del miliardario newyorchese, che speravano di arrivare alla convention senza un vincitore formale, per poter successivamente proporre un candidato esterno alle primarie.

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    Primarie presidenziali USA, Elezioni primarie, elezioni presidenziali, Elezioni, G7, Donald Trump, USA
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