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    Philippine presidential race front-runner Davao city mayor Rodrigo Duterte gestures during his final campaign rally in Manila, Philippines on Saturday, May 7, 2016.

    Filippine, Duterte: “Ripristinare la pena di morte nel Paese”

    © AP Photo/ Aaron Favila
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    Nella sua prima conferenza stampa dall'elezione, il neo Presidente ha annunciato la volontà di reintrodurre le esecuzioni capitali vietate dal 2006. L’ex sindaco di Davao, noto per l’uso dei “squadroni della morte”, ha anche assicurato che darà l’ordine alla polizia di “sparare per uccidere” i criminali che faranno resistenza all’arresto.

    Pugno duro contro la criminalità anche sparando a vista e impiccagione per le esecuzioni capitali. Sono queste le ultime dichiarazioni shock del Presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, che a pochi giorni dalla sua elezione continua ad attirare l'attenzione dei media internazionali.

    "Darò ordine alla polizia di sparare per uccidere i sospettati che faranno resistenza all'arresto", ha detto Duterte nella sua prima conferenza da stampa da capo di Stato, aggiungendo l'intenzione di chiedere al Congresso il ripristino della pena di morte nelle Filippine, dopo la sua abolizione stabilita nel 2006. Il "Trump dell'Asia" ha anche affermato di preferire l'impiccagione alla fucilazione e alla sedia elettrica, perché considerata una strumento di esecuzione "meno crudele".

    L'ex sindaco di Davao, fresco vincitore delle elezioni del 9 maggio ma in attesa dell'ufficiale proclamazione, ha puntato in campagna elettorale sulla lotta feroce alla corruzione e alla criminalità, promettendo di arrestare la maggior parte dei delinquenti in circolazione nel giro di 6 mesi. La sua fama di "giustiziere" si deve all'esperienza da sindaco di Davao, dove tramite l'utilizzo di vigilantes armati, ribattezzati "squadroni della morte", fu ripulita la città. Secondo varie organizzazioni umanitarie, sotto i colpi delle sua unità paramilitari, rimasero uccise circa 1000 persone, sospettate di aver violato la legge.

    Il capo di Stato asiatico ha anche annunciato, che la guida di alcuni ministeri sarà affidata a membri della guerriglia comunista, e lanciato un'intensa campagna antiterrorismo che punta a colpire gli estremisti islamici del gruppo Abu Sayyaf — legato ad Al Qaida —, che di recente hanno decapitato un ostaggio norvegese.

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    Pena di morte, Rodrigo Duterte, Filippine
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