05:49 20 Settembre 2017
Roma+ 12°C
Mosca+ 8°C
    Fumo nella città turca di Nusaybin, dove le forze speciali combattono contro i curdi del Pkk (foto d'archivio)

    Il PKK accusa UE e NATO: chiudono gli occhi ai crimini della Turchia nel Kurdistan

    © AP Photo/ Lefteris Pitarakis
    Politica
    URL abbreviato
    8440112

    La NATO e la UE chiudono gli occhi davanti l'operazione speciale delle autorità turche contro i ribelli curdi in Turchia orientale, dal momento che il Paese è un membro della NATO, in aggiunta Ankara abilmente gioca il "jolly" con la questione dei profughi, ha dichiarato in un'intervista con RIA Novosti Cemil Bayik, uno dei leader del PKK.

    In Turchia dopo la ripresa del conflitto armato con i ribelli curdi, avvenuta nel luglio dello scorso anno, sono rimasti uccisi circa 400 tra militari e poliziotti. Il presidente turco Erdogan ha parlato dell'eliminazione di più di 5mila ribelli curdi in questo periodo. Allo stesso tempo i rappresentanti del Partito Democratico del Popolo, che unisce le forze di sinistra turche e i movimenti filo-curdi, sostengono che durante l'operazione sono rimasti uccisi centinaia di civili.

    "La NATO ha sostenuto il presidente Erdogan nell'operazione speciale, dal momento che la Turchia è un Paese della NATO e suo alleato. La NATO ha capito che se in Turchia inizierà un cambiamento, lo Stato turco avrà un orientamento democratico, pertanto gli interessi della NATO saranno compromessi. Il fatto che Angela Merkel sia arrivata in Turchia all'inizio di febbraio nel corso dell'operazione speciale nella parte orientale del Paese è l'espressione della posizione generale della NATO," — ritiene Bayik.

    "Vogliono mostrare al mondo che combattono solo contro il PKK. Pertanto la NATO e l'Europa chiudono gli occhi su tutto questo. In caso contrario Erdogan non sarebbe stato in grado di scatenare una guerra del genere.

    Ma per l'Occidente è vantaggioso conservare un regime dittatoriale, perché tramite esso possono realizzare i loro piani nell'intera regione", — ha sottolineato uno dei leader del PKK.

    Secondo Bayik, Erdogan "sfrutta anche la questione dei profughi." "I turchi minacciano l'Europa e la NATO che se non appoggeranno la politica di Erdogan e non lo aiuteranno, allora la Turchia spalancherà le porte dell'Europa ai rifugiati. E' ancora una carta vincente nelle mani di Ankara," — ritiene Bayik.

    Bruxelles ed Ankara hanno firmato un accordo il 18 marzo, in base al quale i clandestini che sono arrivati attraverso la Turchia in Grecia verranno espulsi nel territorio turco, in cambio il governo turco ha ottenuto l'abolizione dal visto per i cittadini turchi e 3 miliardi di euro dall'Unione Europea per l'accoglienza dei profughi siriani.

    Correlati:

    Erdogan critica "l'insufficiente attività militare della NATO nel Mar Nero"
    “In Turchia repressione contro i cittadini su segnale di Erdogan”
    “Paesi della UE in ginocchio davanti ad Erdogan”
    Per il Guardian “Erdogan umilia la UE e resta impunito”
    Mosca invia lettera all’ONU riguardo l’operazione della Turchia contro i curdi
    “La resistenza di Assad e l'avanzata dei curdi hanno messo in trappola la Turchia”
    Tags:
    Occidente, Geopolitica, Curdi, PKK, NATO, Unione Europea, Recep Erdogan, Cemil Bayik, Medio Oriente, Kurdistan, Turchia, UE
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik