09:34 21 Settembre 2020
Politica
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Il rappresentante permanente della Russia presso l'OSCE Alexander Lukashevich ritiene che in Turchia sia in atto una repressione contro la società civile orchestrata dalla leadership del Paese.

"Lo sviluppo della situazione in Turchia non può essere considerato civile. Lo riconosce la stessa società civile turca, che le autorità stanno cercando di reprimere con la forza", — si legge in una nota del diplomatico russo in occasione della riunione del Consiglio permanente dell'OSCE, il cui testo è pubblicato sul sito del ministero degli Esteri russo.

Lukashevich ha ricordato che in Turchia all'inizio di quest'anno si è verificata un'ondata di arresti contro i rappresentanti dei circoli accademici e gli intellettuali, che hanno firmato la petizione "per non diventare complici dei crimini" e che avevano espresso delle critiche in relazione all'operazione militare nel sud-est del Paese contro la minoranza curda.

"Sono state schedate più di mille persone. Il via libera alla repressione è stato dato in realtà dalle parole del presidente Erdogan, che ha equiparato le azioni dei professori alle azioni dei terroristi", — ha rilevato il rappresentante permanente della Russia presso l'OSCE.

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Tags:
Curdi, Società, diritti, OSCE, Alexandr Lukashevich, Recep Erdogan, Russia, Turchia
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