02:56 22 Settembre 2018
Parliamentary elections in Syria

Oggi settemila siriani al voto, alle urne anche gli abitanti di Aleppo, Idlib e al Raqqa

© Sputnik . Nour Molhem
Politica
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Il 27 febbraio scorso al Assad ha annunciato la data per il rinnovo della Camera elettiva composta da 250 membri. La comunità internazionale appare spaccata: Mosca plaude all'iniziativa e Washington la boccia come illegittima.

In un clima di profonda tensione e incertezza, i cittadini siriani che vivono nelle zone sotto il controllo del governo guidato dal Presidente Bashar al Assad avranno oggi l'opportunità di esprimersi, come accade ogni quattro anni, per rinnovare la Camera dei rappresentanti nazionali e provare così a normalizzare, per quanto possibile, la difficile vita nel paese dilaniato dalla guerra civile prima e dalla presenza di Daesh poi.

Hisham al Shaar (responsabile dell'Alto comitato per le elezioni) ha dichiarato nelle scorse ore che il governo, proprio nell'intenzione di rendere questa giornata quanto più possibile normale, ha fatto allestire alcuni seggi — nelle zone sotto il controllo di Damasco —, destinati ai profughi provenienti dai territori occupati, quali: Aleppo, al Raqqa, Idlib e Deir ez Zour.

A sovraintendere le operazioni di voto come osservatori stranieri ci saranno delegati del Parlamento russo, inviati sul posto a monitorare lo svolgimento delle elezioni.

Secondo i dati diffusi dai responsabili del servizio elettorale, sono circa 12mila i candidati che si sono presentati alle votazioni, facendo registrare — secondo quanto si apprende, — una considerevole percentuale di persone provenienti dal mondo del lavoro (prevalentemente operai e contadini).

Quella di oggi è la terza volta che i cittadini siriani vengono chiamati ad esprimere le proprie preferenze dal 20111, anno di inizio della guerra civile (nel 2012 si tennero le prime elezioni parlamentari dal 1972, e nel 2014 si tennero le presidenziali). Nella tornata di quattro anni fa il partito Baath, che sostiene il Presidente al Assad, conquistò 168 scranni, mentre 6 andarono all'opposizione e i rimanenti 76 seggi vennero assegnati a indipendenti neutri.

In contemporanea con le elezioni, nella sede della Nazioni Unite di Ginevra, si è tenuta la seconda tornata di colloqui tra i rappresentanti del governo e quelli dell'opposizione per discutere del futuro del paese.

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elezioni parlamentari, Elezioni, ONU, Bashar al-Assad, Siria
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