09:08 30 Novembre 2020
Politica
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Nel caos libico, nella serata ieri la retromarcia del premier misuratino Ghweill: chiunque collabori con il nuovo governo sarà perseguito. L'apertura del generale Haftar: fiducia al governo che sarà scelto da Tobruk.

Eresta indecifrabile lo scenario libico, dopo la retromarcia di ieri sera del governo ribelle di Tripoli. Con un comunicato che smentisce se stesso, il premier misuratino Khalifa Ghweill ha infatti affermato che il suo esecutivo non cederà i poteri al premier del governo di unità al Sarraj.

"Nell'interesse pubblico vi e' richiesto di proseguire la vostra missione, secondo quanto prevede la legge. Chiunque collabori con il nuovo governo sara' perseguito".

Questo un passaggio della nota diffusa da Ghweill, destinata a complicare la transizione nonostante i passi avanti fatti da al Sarraj dal suo arrivo a Tripoli dello scorso 31 marzo. Il premier voluto dalle Nazioni Unite per contrastare l'avanzata del Daesh sulla sponda sud del Mediterraneo ha già incassato l'appoggio di diverse municipalità, oltre che della Banca centrale e della principale compagnia petrolifera nazionale.

Da Tobruk intanto, dove si attende da settimane il voto di fiducia al governo di unità, arrivano dichiarazioni di apparente apertura anche dal generale Khalifa Haftar, capo delle forze armate del governo esiliato in Cirenaica e da sempre fermo oppositore del governo al Sarraj.

"Non formerò un consiglio militare — ha dichiarato al quotidiano al Ahram — e sosterrò qualsiasi accordo di governo che abbia la fiducia del parlamento. E' necessario che l'esercito resti ai margini della vita politica, ma non resterò a guardare — ha ammonito — se il processo politico porterà il Pase negli abissi. Non accetteremo la divisione della Libia, che rimane una sola, non una orientale ed una occidentale". 

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crisi in Libia, governo, Fayez al-Sarraj, Libia
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