17:08 26 Settembre 2018
Cremlino di Mosca (foto d'archivio)

Le accuse vs Russia sono confusionarie e servono a giustificare fallimenti Occidente

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Politica
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Per i politici europei la cosiddetta aggressione russa serve per giustificare i loro insuccessi. Tuttavia non si può certo dare la colpa alla Russia della crisi europea, scrive l'editorialista britannico Neil Clark.

I politici europei cercano di legare tutti i problemi che affliggono la UE con la cosiddetta "aggressione russa", tuttavia le accuse contro Mosca appaiono molto sconcertanti per le loro incoerenze logiche, scrive il cronista britannico Neil Clark.

"La prima cosa che non capisco sono le accuse del comandante supremo delle forze alleate NATO in Europa, il generale americano Philip Breedlove, secondo cui Putin e Assad abbiano deliberatamente provocato la crisi migratoria in Europa con l'obiettivo di affossare le strutture europee e distruggere la determinazione europea", — scrive Clark.

Secondo Breedlove, la Russia e il governo siriano deliberatamente hanno bombardato il popolo siriano per costringere la gente a lasciare il Paese e mettere in difficoltà l'Europa.

"Fermi tutti. Direi che la crisi migratoria già si registrava molto prima che la Russia abbia iniziato i raid in Siria e ancor prima che il governo siriano abbia annunciato la nuova offensiva," — sottolinea Clark.

Il giornalista lega la crisi migratoria con le campagne militari degli Stati Uniti e dei suoi alleati in Libia, Afghanistan, Iraq e Siria, pertanto, le accuse contro la Russia sono infondate.

Inoltre, a suo parere, lasciano dubbi le azioni degli Stati Uniti in merito alle indagini dello schianto dell'aereo della Malaysia Airlines nella regione di Donetsk. Gli Stati Uniti hanno detto di avere "prove evidenti", in qualità di immagini satellitari e dati radar, che confermerebbero che l'aereo sia stato abbattuto dalle milizie filorusse del Donbass con un missile "terra-aria". Tuttavia la parte americana non ha ancora fornito alcuna prova alle indagini.

Inoltre lasciano basiti le argomentazioni del governo britannico a favore della permanenza nell'Unione Europea di Londra, scrive l'editorialista.

"Ci è stato detto che l'economia crollerà, si fermeranno gli investimenti, molti perderanno il posto di lavoro e abbiamo bisogno di restare nell'Unione Europea per garantire la "sicurezza nazionale" e combattere l'aggressione russa," — riporta Clark.

Tuttavia il giornalista sottolinea che l'economia del Regno Unito prima di entrare nella UE era in crescita, e la "sicurezza nazionale del Paese non ha nulla a che fare con l'appartenenza all'Unione Europea."

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migranti, profughi, Geopolitica, Politica Internazionale, Occidente, Crisi dei migranti, Brexit, Indagine sul Boeing MH17, Unione Europea, Bashar al-Assad, Vladimir Putin, Gran Bretagna, Siria, UE, Donbass, USA, Russia
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