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    Barack Obama (foto d'archivio)

    “In Siria la Russia ha costretto l'Occidente a risolvere un rebus”

    © REUTERS/ Jonathan Ernst
    Politica
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    Fino all'ultimo momento i politici occidentali non erano riusciti a capire le intenzioni di Mosca in Siria, permettendo alla Russia di agire da una posizione di vantaggio. Conseguentemente hanno dovuto "sacrificare il proprio orgoglio" e fare concessioni.

    L'operazione russa in Siria è stata una sorpresa per i politici occidentali e li ha costretti a cambiare il loro approccio al conflitto siriano, scrive la "Reuters".

    Lo scorso luglio l'Occidente era convinto che i giorni del presidente Bashar Assad fossero contati: il suo esercito aveva subito pesanti perdite e si stava ritirando.

    Tuttavia, anche in quel momento, secondo le fonti della "Reuters", si stavano portando avanti in segreto i preparativi per il dispiegamento delle forze russe e iraniane in Siria.

    La scorsa estate, nel mese di agosto, i media avevano riferito che le navi militari da trasporto russe stavano attraversando il Bosforo.

    "Ma nonostante questo dispiegamento di forze alla luce del sole, l'Occidente o ha sottovalutato i rischi o non è riuscito a riconoscerli," — si legge in un articolo della "Reuters".

    A Washington le intenzioni di Mosca sulla Siria sono diventate chiare solo a metà settembre, segnala all'agenzia una fonte nella Casa Bianca.

    "L'ultimo pezzo del puzzle", ha detto, è stato l'invio di aerei russi in Siria che possono essere utilizzati solo dai militari.

    A Washington hanno cominciato a parlare di un possibile operazione russe in Siria 2 settimane prima del suo inizio, ha detto il funzionario all'agenzia, che all'epoca ricopriva un incarico nell'amministrazione americana.

    Il 29 settembre il ministro degli Esteri della Francia presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva rimproverato la Russia di non lottare contro il Daesh. Il giorno dopo Mosca aveva annunciato l'inizio della campagna militare in Siria.

    Infine solo a dicembre gli USA si sono resi conto che Mosca era riuscita a rafforzare la posizione del governo siriano, osserva la "Reuters".

    L'intervento russo ha indotto dei cambiamenti nella diplomazia statunitense: Washington ha acconsentito la partecipazione dell'Iran ai negoziati sulla Siria ed ha cessato di insistere sulle dimissioni immediate di Assad.

    "Si è dovuto mettere da parte il proprio orgoglio e riconoscere che questo processo non avrebbe portato nulla senza il coinvolgimento di Russia ed Iran," — ha commentato il funzionario americano.

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    Terrorismo, Politica Internazionale, Geopolitica, Occidente, Daesh, Bashar al-Assad, Iran, Siria, Russia, USA
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