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    Colloqui sulla Siria

    I negoziati sulla Siria non sono saltati definitivamente, ma già si cercano i colpevoli

    © AFP 2017/ FABRICE COFFRINI
    Politica
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    A Ginevra nei negoziati per la normalizzazione della crisi siriana è stata presa la decisione di sospendere il processo diplomatico fino al 25 febbraio. I negoziatori e le parti che contribuiscono al raggiungimento della pace in Siria sono alla ricerca dei colpevoli della situazione che si è creata.

    I negoziati tra le parti siriane, iniziati dal 29 gennaio a Ginevra, nella giornata di ieri hanno rischiato di saltare.

    Come riferito dall'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Staffan de Mistura, è stato deciso di prendersi una pausa. Allo stesso tempo il diplomatico ha sottolineato che   questo fatto non significa la fine dei negoziati, i quali riprenderanno il 25 febbraio o forse anche prima di questa data.

    Non è ancora chiaro se le parti in conflitto in Siria e i Paesi che spingono verso una soluzione diplomatica riprenderanno i negoziati, tuttavia tutti sono accomunati dalla ricerca dei colpevoli del fallimento.

    Damasco: l'opposizione è "agli ordini"

    Le parti siriane abitualmente si accusano a vicenda su tutto. Il capo della delegazione di Damasco Bashar Jaafari ha dichiarato che i negoziati sono stati sospesi per la volontà dell'opposizione di mollare tutto. A Damasco ritengono che gli oppositori del regime siriano prendano di fatto "ordini" dall'Arabia Saudita, dal Qatar e dalla Turchia.

    Secondo Jaafari, la responsabilità per l'effettivo fallimento dei negoziati "ricade su tutti, ad eccezione del governo siriano." "La nostra risposta è stata positiva, siamo arrivati il 29 gennaio, direttamente dall'aeroporto ci siamo recati al palazzo delle Nazioni Unite, ci sentivamo coinvolti in questi negoziati, mentre gli altri sono arrivati 6 giorni dopo e poi si sono rifiutati di venire al palazzo dell'ONU," — ha sottolineato.

    Alla domanda se la delegazione di Damasco sia pronta a tornare a Ginevra il 25 febbraio, Jaafari ha detto che la decisione in merito sarà presa dopo la "discussione di tutti i dettagli."

    L'opposizione: la colpa è di Damasco

    Gli oppositori di Assad a loro volta credono che sia da incolpare Damasco per il rinvio dei negoziati. Il presidente del comitato supremo dell'opposizione siriana per i negoziati Riyad Hijab ha dichiarato che l'opposizione "aveva serie intenzioni", ma la delegazione del governo "ha portato al fallimento." Pertanto l'opposizione non tornerà a Ginevra "finché non vedrà progressi sul campo."

    Allo stesso tempo l'opposizione non ha respinto completamente la possibilità di ripresa delle consultazioni. "Non siamo usciti fuori dai negoziati", — ha dichiarato il portavoce della delegazione di Ginevra Salem Al-Muslim.

    L'opposizione ha chiesto ai protagonisti internazionali di partecipare più attivamente alla normalizzazione della crisi in Siria. "La comunità internazionale deve assumersi le responsabilità, anche il segretario generale Ban Ki-moon, per attuare tutto ciò che serve per stabilire un governo di transizione", — ha affermato Hijab.

    La Russia prova rammarico

    Mosca ha fatto sapere di essere rimasta delusa da questo sviluppo e, secondo lei, la colpa è dell'opposizione, ha riferito ai giornalisti il vice ministro degli Esteri Gennady Gatilov.

    "I loro tentativi di far deragliare il processo di negoziazione con la scusa che la Russia continua a svolgere l'operazione militare in Siria sono assolutamente inaccettabili, in quanto la questione riguarda la lotta contro la minaccia terroristica. E' inconsistente la seconda scusa per cui non possono partecipare ai negoziati dal momento che la situazione umanitaria in Siria si è aggravata," — ha dichiarato ai giornalisti il vice ministro degli Esteri Gennady Gatilov.

    Secondo il diplomatico, la Russia discuterà la situazione con i suoi partner, ma incontri di emergenza, anche con gli Stati Uniti, non sono previsti.

    Gli USA accusano la Russia

    Indirettamente Washington ha attribuito la colpa dell'insuccesso dei negoziati di Ginevra alla Russia che, secondo il portavoce del Dipartimento di Stato John Kirby, bombarderebbe in Siria non i terroristi del Daesh (ISIS), ma le posizioni dell'opposizione e i civili.

    "Esortiamo a focalizzare questi attacchi non solo contro l'opposizione e i civili, ma contro il Daesh. Non presto, ma ora e subito", — ha detto Kirby.

    Germania: Damasco complica tutto

    I rappresentanti della Germania, trattenuti nelle loro valutazioni, hanno accusato Damasco della "mancanza di volontà del regime del presidente Assad di garantire l'accesso umanitario alle città e ai villaggi assediati", — ha detto il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier.

    "Tuttavia, non esistono alternative al processo di Vienna e ai negoziati di Ginevra per una soluzione politica", — ha aggiunto il ministro.

    Parigi sostiene la pausa

    La Francia ha sostenuto la decisione di sospendere i negoziati presa da de Mistura, dopo aver ripetuto la tesi americana secondo cui la Russia è da biasimare per la situazione che si è venuta a creare.

    "Condanniamo l'offensiva brutale del regime siriano con l'appoggio della Russia, che ha lo scopo di accerchiare e soffocare Aleppo e centinaia di migliaia di suoi cittadini. Esprimo il pieno sostegno della parte francese alla decisione dell'inviato speciale delle Nazioni Unite per la sospensione dei negoziati nel contesto attuale", — ha affermato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius.

    La Russia continuerà l'operazione in Siria

    "I raid aerei russi non cesseranno fino a quando non sconfiggeremo definitivamente le organizzazioni terroristiche: Daesh, Fronte Al Nusra ed altri gruppi jihadisti simili. Non vedo alcuna ragione per fermare questa operazione," — aveva dichiarato precedentemente il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

    Mentre si trovava a Ginevra, il rappresentante russo Gatilov aveva detto che "prioritario per noi e soprattutto per i siriani e le autorità siriane è il tema della lotta contro il terrorismo." "Pertanto questa lotta continuerà," — aveva detto il diplomatico russo.

    C'è la speranza, non le illusioni

    Gli esperti ritengono che ci sia ancora la speranza per riprendere i negoziati.

    "Il fatto stesso che gli incontri di Ginevra in linea di principio siano possibili per il fatto che le parti si sono radunate, dà ancora la speranza che questi colloqui proseguiranno il 25 febbraio," — ha dichiarato l'orientalista Andrey Baklitsky.

    "Durante questo mese occorre cercare di provare nuove condizioni per i negoziati, perché la situazione, come era, è tuttora molto difficile" — ha rilevato l'esperto.

    Il professore ordinario della facoltà di Scienze Politiche della Scuola Superiore di Economia Leonid Isayev ritiene che il processo di Ginevra sia arrivato ad uno scenario avverso e nessuna soluzione rivoluzionaria o decisione sulla questione siriana verrà presa a Ginevra.

    "Sarebbe molto meglio se i negoziati si fossero conclusi, almeno, senza eccessi e recriminazioni. E' chiaro che c'è una guerra civile. Di fatto i gruppi che si contrappongono in Siria si ammazzano a vicenda da diversi anni. Sarebbe azzardato pensare che si sarebbero seduti al tavolo dei negoziati e avessero accantonato le loro differenze," — ha osservato Isayev.    

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    Colloqui sulla Siria, crisi in Siria, ONU, Ginevra, Siria
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