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    Gregor Gysi

    Terrorismo e profughi, “la Germania si trova in una situazione pericolosa”

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    I profughi, la violenza nella società, la minaccia terroristica: la Germania è chiaramente divisa e confusa. "Il 2016 non sarà un anno come gli altri", dichiara Gregor Gysi.

    In un'intervista esclusiva, "Sputnik" ha avuto un colloquio con l'ex presidente del partito della sinistra radicale tedesca (Die Linke) al Bundestag sulla lotta contro il terrorismo e sulle possibili soluzioni per la crisi migratoria.

    "Mi fa inviperire la domanda: perché la comunità internazionale non è in grado di bloccare le fonti di finanziamento dell'ISIS (Daesh)? E' possibile congelare i conti. Si può fare in modo che nessuno, neppure indirettamente, compri petrolio dal Daesh. Che cosa fanno i servizi segreti in generale, se non sono capaci di ottenere queste informazioni e affrontare efficacemente questo problema?

    Un'altra questione: le azioni degli Stati Uniti e di altri Paesi sono in contrasto con il diritto internazionale, non hanno il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Con il presidente legittimo della Siria Assad non parlano. Putin, per come la vedo io, non è certo la persona più democratica, ma in questo caso ha agito nel rispetto del diritto internazionale.

    L'imperativo in questo momento è quello di combattere i motivi alla base dell'afflusso dei profughi. Erdogan ha minacciato di lasciar passare ancor più rifugiati.

    Dal momento che l'Europa non ne ha bisogno, si è arresa e ha chiuso gli occhi di fronte ai bombardamenti dei curdi e ai legami con l'ISIS.

    Il nostro cancelliere non doveva andare da Erdogan durante la sua campagna elettorale. La Turchia è ancora un alleato della NATO. Sono sicuro che se tutti gli altri membri della NATO avessero indicato ad Erdogan i suoi limiti, si sarebbero potuto ottenere dei risultati. Ma luo continua a perseguire solo la sua politica. Erdogan è un despota. Credo che il governo federale debba finalmente affrontarlo.

    La Turchia ricatta tutta l'Europa, quindi la Germania. Dopo l'accordo tra la Turchia e l'Unione Europea sui profughi è stato molto peggio. Li arrestano, li picchiano e li rimandano indietro. Che cosa fa la UE? Niente! Il governo federale dovrebbe concentrarsi sulle questioni veramente importanti.

    Limitazioni per i profughi non sono possibili! Se una persona in patria rischia la pena di morte, in qualità di rifugiato politico ha diritto all'asilo. Quello che ci serve è l'integrazione.

    Uno dei suoi prerequisiti è spiegare ai profughi che sono obbligati a rispettare la Costituzione del Paese che ha concesso loro asilo. Ai fini di una rapida integrazione dobbiamo offrire corsi di tedesco, riconoscere i profughi con istruzione, organizzare corsi integrativi. Allo stesso tempo, è cruciale, dobbiamo combattere i motivi che spingono queste persone ad emigrare. La guerra è un motivo. La Germania, come esportatore di armi, guadagna ogni guerra. Questa situazione deve finire. Inoltre abbiamo sottovalutato il progresso tecnico: in passato molti africani non sapevano come si viveva da noi in Europa. Grazie ad internet ora lo sanno.

    "Ce la facciamo" è stato detto con troppa leggerezza dal nostro cancelliere.

    Allora lo Stato deve assumersi tutti i costi dei migranti e alleggerire gli oneri delle amministrazioni locali. Non dobbiamo dimenticarci dei nostri poveri. Se hanno l'impressione che parliamo solo di rifugiati e di loro ce ne dimentichiamo ci sarà un disastro.

    Vorrei che traessero vantaggio da questa situazione. Ad esempio potrebbero crearsi posti di lavoro per i servizi a sostegno dei rifugiati. Questo è l'approccio per affrontare questo problema di cui abbiamo bisogno.

    Tutto ciò che è accaduto a Colonia è una questione di codice penale. Con le modifiche alla legge la situazione non cambierà. In Siria, per esempio, non si può essere espulsi. Quindi dobbiamo trovare altre strade. In generale, a mio parere, è solo attirare l'attenzione: chi correva al Bundestag richiede nuove leggi più severe per calmare l'opinione pubblica. Ma sono sicuro che non si calmerà.

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    Tags:
    ISIS, politica interna, Politica Internazionale, Razzismo, profughi, migranti, Terrorismo, Crisi dei migranti, Unione Europea, Recep Erdogan, Angela Merkel, Gregor Gysi, UE, USA, Turchia, Siria, Germania
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