09:42 21 Ottobre 2018
Soldati italiani impegnati in una missione di pace

Troppo vicina alla Russia, l' Italia costretta a mandare i suoi soldati in Iraq

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Politica
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L'Italia si è avvicinata troppo alla Russia nell'ultimo mese e per "tranquillizzare" gli alleati ha dovuto mandare i soldati in Iraq.

E' questa l'opinione espressa dall'analista Germano Dottori in occasione del dibattito "Le Strategie di Lotta all'Isis. Uno sguardo dagli esperti di Russia e Italia" svoltosi presso il Centro Stampa di MIA Rossiya Segodnya:

"L'Italia negli ultimi due mesi è stato il paese europeo e atlantico più vicino alla Federazione Russa e disattentendo l'impegno contratto con Obama al G20 di Antalya si è mossa in Europa per aprire il dibattito sulla questione dell'opportunità del rinnovo delle sanzioni. Purtroppo abbiamo perso il confronto perchè in questo momento il nostro paese ha un oggettiva difficoltà a far valere il proprio punto di vista, però ci abbiamo provato.

Veduta delle montagne intorno a Mosul
© AP Photo / Bram Janssen
Veduta delle montagne intorno a Mosul

Per tranquillizare gli alleati che quando ci vedono muoverci in questa maniera si innervosiscono abbiamo deciso di offrite truppe di terra per rinforzare lo schieramento occidentale a Mosul. La cosa è stata motivata con la necessità di proteggere un'impresa italiana (la Trevi n.d.r.) che lavora alla manutenzione della diga di Mosul. Con questa iniziativa è stata contraddetta una politica di non invio delle truppe che durava da mesi".

VIDEO: vedi per intero il dibattito: "Le Strategie di Lotta all'ISIS uno sguardo dagli esperti di Russia e Italia"

 

Tags:
NATO, Iraq, Italia
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