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    Deputati della Crimea chiedono di fermare le azioni da genocidio dell'Ucraina

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    Il blocco energetico ed agroalimentare sono "una flagrante violazione dei diritti umani", hanno affermato i deputati del Parlamento della Crimea. Chiedono di punire i responsabili dopo essersi rivolti a diversi tribunali internazionali.

    I deputati del Parlamento della Crimea hanno chiesto di fermare le azioni da genocidio da parte di Kiev, come quelle relative al blocco della penisola, e di punire i responsabili, si legge in una dichiarazione adottata nel corso della sessione di oggi.

    La Crimea e Sebastopoli sono entrate a far parte della Russia dopo un referendum condotto nel marzo nel 2014. Per la riunificazione con la Russia ha votato il 96,77% degli abitanti della Crimea e il 95,6% di Sebastopoli. Kiev e i Paesi occidentali hanno rifiutato di riconoscere la volontà popolare espressa tramite le urne ed hanno introdotto sanzioni contro la regione.

    Allo stesso tempo le autorità ucraine hanno chiuso completamente con la regione i collegamenti aerei, ferroviari e stradali. Inoltre hanno chiuso gli acquedotti e sospeso le forniture di cibo ed elettricità. Dalla metà di gennaio entrerà in vigore l'embargo commerciale parallelamente a misure restrittive in campo finanziario e al blocco marittimo e della rete mobile di telefonia.

    I deputati ritengono che il blocco energetico e alimentare della penisola "sono un chiaro esempio di gravi violazioni dei diritti umani, azioni d'odio e genocidio che danneggiano la popolazione civile della Crimea."

    Relativamente a questa situazione il Parlamento della Crimea ha chiesto ufficialmente al ministero degli Esteri della Federazione Russa assistenza politica, diplomatica e operativa per presentare denunce e mozioni all'Assemblea Generale e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agli organi interparlamentari della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (PACE).

    I deputati ritengono che le autorità ucraine non facciano nulla per impedire il blocco della penisola ed abbiano violato i loro obblighi per impedire atti di genocidio, come si afferma nella Convenzione sul genocidio.

    La questione del blocco della Crimea, secondo loro, dovrebbe essere inclusa nell'ordine del giorno della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e diventare una priorità del Tribunale Internazionale.

    Inoltre i parlamentari hanno invitato la Procura Generale e il Comitato Investigativo della Federazione Russa a condurre un'indagine per atti di genocidio contro la Crimea da parte dei deputati del Parlamento ucraino Mustafa Dzhemilev e Refat Chubarov, promotori del blocco della penisola.

    I deputati hanno inoltre chiesto di indagare la creazione di gruppi terroristici al confine della Crimea con le regioni meridionali dell'Ucraina.

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    Tatari di Crimea, Politica Internazionale, Giustizia, Blocco forniture alla Crimea, Consiglio di Sicurezza ONU, Assemblea parlamentare dell'OSCE, CSI, Il Ministero degli Esteri della Russia, ONU, OSCE, Refat Chubarov, Mustafa Dzhemilev, Crimea
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