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    I presidenti di Russia e Cina Vladimir Putin e Xi Jinping (foto d'archivio)

    “Nel 2016 l'Europa romperà con gli USA per Russia e Cina”

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    Politica
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    Nel 2016 l'alleanza transatlantica tra Stati Uniti ed Europa toccherà il fondo nella sua storia dal momento dell'attuazione del "Piano Marshall", ritengono gli analisti di “Eurasia Group” e dal Centro “Carnegie Europe”.

    I cambiamenti geopolitici globali, la debolezza strategica dei leader europei, immersi all'improvviso dalle molteplici crisi economiche e politiche locali, e l'isolamento della politica americana sono 3 fattori per i quali la tradizionale forte partnership del Vecchio e Nuovo Mondo si sta trasformando in una "unione vuota", afferma la previsione per il 2016 della società di consulenza "Eurasia Group".

    "Le contraddizioni di oggi sono molto più difficili da superare: riflettono la profonda mancanza di fiducia dell'opinione pubblica europea nell'idea di un'Europa unita e nei meriti della globalizzazione. Questa incertezza coincide con il pericoloso processo di erosione dei legami transatlantici", — è d'accordo con i politologi l'analista del Centro "Carnegie Europe" Judy Dempsey.

    Secondo lei, è già morta l'idea intorno alla quale è nata l'Unione Europea, ovvero il principio delle frontiere aperte tra gli Stati membri.

    "L'Europa è divisa, vulnerabile e si regge a fatica in piedi. I governi nazionali stanno andando in direzioni diverse," — si afferma nel rapporto di "Eurasia Group".

    Questa tendenza centrifuga si manifesta chiaramente con gli esempi dei tre Paesi europei principali alla ricerca di nuovi partner con gli stessi interessi: Francia, Germania e Regno Unito.

    Parigi è propensa all'alleanza con Mosca: il governo francese considera il terrorismo come la più grande minaccia dell'intero continente, e a differenza degli americani, inglesi e tedeschi, la Francia è più attiva nella campagna militare in Siria contro i terroristi del Daesh, aggiungono gli esperti. Il presidente francese Francois Hollande si basa nel ritenere la Russia come il partner più importante per raggiungere il principale obiettivo per l'Europa, secondo Parigi: ridurre l'afflusso di profughi siriani alle frontiere della UE. Inoltre, dopo gli attacchi terroristici nella capitale francese, Hollande non si è rivolto alla NATO appellandosi al paragrafo della difesa collettiva in caso di attacco contro un membro dell'Alleanza Atlantica, perché in tal caso sarebbe praticamente stata impossibile la cooperazione con la Russia.

    A Berlino, a sua volta, capiscono che la politica delle "porte aperte" di Angela Merkel funziona solo quando è possibile ridurre il flusso di profughi che entrano nella UE attraverso la Turchia, Paese che complica la vita della NATO con le sue azioni e gli obiettivi in Siria, si nota nelle previsioni. La Gran Bretagna scommette sulla Cina per motivi economici: Londra ha bisogno di investimenti stranieri per lo sviluppo di progetti infrastrutturali, i cui fondi sono difficili da trovare nel contesto di una politica di austerity.

    Quest'anno gli analisti di "Eurasia Group" si aspettano che questi fattori influenzino le contraddizioni dell'alleanza transatlantica sul conflitto in Ucraina, dove gli europei con minor entusiasmo rispetto agli Stati Uniti hanno accettato l'imposizione delle sanzioni contro la Russia. Gli esperti ipotizzano che si incroceranno gli interessi della Francia, preoccupata della propria sicurezza, e dei leader europei "filorussi" come il premier ungherese Viktor Orban e il primo ministro greco Alexis Tsipras: la formazione di un tale blocco porterebbe alla revoca delle sanzioni europee contro Mosca. Washington, a sua volta, non seguirebbe l'esempio dei partner transatlantici.

    "Nel 2016, le relazioni transatlantiche non giocheranno più un ruolo decisivo nel determinare le priorità per i politici europei e americani" — concludono gli esperti.

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    ISIS, Austerity, migranti, profughi, Terrorismo, Geopolitica, Economia, Occidente, Crisi dei migranti, Unione Europea, François Hollande, Alexis Tsipras, Viktor Orban, Gran Bretagna, Siria, UE, USA, Cina
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