19:06 18 Settembre 2018
Barack Obama (foto d'archivio)

La peggiore eredità di Obama? I rapporti rovinati con la Russia

© REUTERS / Kevin Lamarque
Politica
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La politica estera del presidente Obama è caratterizzata da diversi fallimenti negli ultimi anni, ma il più grande di essi può essere considerato l'ingiustificato peggioramento dei rapporti con Mosca, ritiene l'editorialista del “Fiscal Times” Patrick Smith.

La totale rovina delle relazioni con la Russia diventerà il peggior risultato della politica estera del presidente USA Barack Obama durante la sua permanenza alla Casa Bianca, scrive l'editorialista del "Fiscal Times" Patrick Smith.

Nei restanti mesi prima del termine della presidenza di Barack Obama, continueranno a persistere 3 problemi di politica estera che non è stato di risolvere in precedenza: la rottura delle relazioni con la Russia, la questione nucleare iraniana e la crisi del Medio Oriente. E' molto improbabile che l'attuale amministrazione americana riesca a risolvere almeno uno di questi problemi.

Dunque, Mosca ha consigliato all'amministrazione Obama di riconoscere il suo coinvolgimento nella crisi in Ucraina, di contenere l'espansione verso est della NATO e di cominciare a fare i conti con gli interessi della Russia. Ma non si è verificato nulla di tutto questo. Barack Obama e il numero uno del Pentagono Ashton Carter hanno fatto esattamente il contrario, mentre il segretario di Stato John Kerry ha provato di volta in volta a ricoprire il ruolo di mediatore e paciere. Tutto questo ha portato all'adozione della nuova strategia di sicurezza nazionale della Federazione Russa, in cui gli USA e la NATO sono considerati come una minaccia.

"Si tratta di una svolta triste ed estremamente indesiderabile. Non solo i rapporti con la Russia si sono esasperati inutilmente, ma contemporaneamente Washington ha perso l'opportunità di intraprendere azioni comuni con la Russia in tutti i settori, dalla lotta al terrorismo alla risoluzione del problema del riscaldamento globale," — si legge nell'articolo.

Per quanto riguarda la crisi siriana è ormai diventato palese che l'ossessione di deporre il presidente siriano Bashar Assad sia stata un errore di calcolo.

Se parliamo della situazione con l'Iran, l'amministrazione Obama ha condotto una lotta lunga e impopolare per cercare di trovare un accordo con Teheran, in base al quale deve rinunciare allo sviluppo di armi nucleari. Tuttavia, subito dopo la firma del documento, l'Iran ha messo in mostra un nuovo missile balistico. Ora gli Stati Uniti si trovano di fronte ad una scelta: o imporre nuove sanzioni contro l'Iran, che ha sperimentato un missile che può essere equipaggiato con una testata nucleare, o abbandonare l'idea di sanzioni.

Come sciogliere questo nodo probabilmente non lo sanno né Obama né Kerry, conclude Patrick Smith.

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Tags:
Geopolitica, Politica Internazionale, Pentagono, NATO, Ashton Carter, Bashar al-Assad, John Kerry, Barack Obama, Iran, Europa orientale, Siria, USA
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