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    L’Europa di Schengen cerca soluzioni contro il terrorismo

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    La crescita dei flussi migratori e i recenti disordini avvenuti in Germania hanno provocato una serie di reazioni in Europa, dall'Olanda al Regno Unito, passando per Italia, Germania e Slovenia.

    Durante la conferenza stampa di inaugurazione della Presidenza olandese del Consiglio dell'UE, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha parlato della necessità di istituire un corpo europeo di guardie di frontiera per il rafforzamento dei confini esterni dello spazio Schengen. Secondo Juncker, tale obiettivo sarà raggiunto entro la fine della presidenza olandese del Consiglio, che terminerà in giugno.

    "Dobbiamo salvare Schengen, è un dovere collettivo. Non si può andare avanti con questo processo di governi che giorno dopo giorno ripristinano i controlli alle frontiere", ha dichiarato Juncker, per poi aggiungere che "il controllo dei confini deve essere collettivo, e solo una risposta collettiva può risolvere la situazione".

    Enrico Letta sembra essere d'accordo con il presidente della Commissione europea. In un'intervista per il Corriere della Sera, l'ex premier italiano ha affermato:

    "Serve una polizia europea di frontiera. E un'Europa a due cerchi. Ma soprattutto serve che l'Italia difenda Schengen, non che la distrugga: altrimenti rinascerà una nuova mini Schengen e saremo messi ai margini da Francia e Germania". "L'Italia dovrebbe difendere e riformare l'accordo. Bisogna rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell'Europa. Questo significa raddoppiare il controllo con un servizio misto, non lasciato in mano solo alle forze di polizia nazionali. Non servono cento persone, ma decine di migliaia di poliziotti europei", ha aggiunto, per poi concludere "Questo è essenziale soprattutto per le questioni di sicurezza: i terroristi del 13 novembre hanno passato le frontiere europee varie volte".

    Nel frattempo, in Germania, continuano le proteste contro le aggressioni subite da alcune donne nella notte di San Silvestro a Colonia. Secondo il ministro della Giustizia tedesco Heiko Maas, se fra i responsabili dovessero esserci dei richiedenti asilo, potrebbero essere espulsi.

    L'atmosfera non è serena nemmeno in Slovenia, dove in giornata si svolgerà una nuova manifestazione di protesta contro la barriera di filo spinato che i militari di Lubiana stanno costruendo al confine con la Croazia. Alla manifestazione parteciperanno la maggior parte dei sindaci dei comuni dell'Istria e il presidente della provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta.

    Il ministro dell'Interno sloveno, Vesna Gyrorkos Znidar, ha ammesso che "la decisione del governo di creare una barriera di filo spinato al confine con la Croazia non è stata facile", per poi aggiungere che Austria e Germania forniscono segnali sempre più forti in direzione di una limitazione dell'ammissione dei migranti nel proprio territorio e che l'obiettivo di Lubiana è quello di prevenire la dispersione dei migranti che tentano di attraversare la frontiera, in modo da guidare i rifugiati verso i punti di ingresso ufficiali dove possono essere registrati.

    Intanto, dal Regno Unito, arriva una proposta atta a quietare il malcontento dei cittadini britannici nei confronti dei migranti. Il primo ministro, David Cameron, ha proposto di limitare le prestazioni sociali ai lavoratori stranieri, inclusi quelli comunitari, durante i primi quattro anni di residenza nel paese di accoglienza.

    "Vogliamo impedire che qualcuno riceva prestazioni del sistema sociale senza prima aver contribuito ad esse", ha scritto Cameron in un articolo pubblicato dal quotidiano tedesco Bild.

    Il Regno Unito difende il principio della libera circolazione dei lavoratori, ma, secondo Cameron, non è giusto che essi abbiano diritto a tutti i benefici fin dal primo giorno.

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    Tags:
    lotta contro il terrorismo, Trattato di Schengen, Enrico Letta, Europa
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