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11:03 17 Luglio 2019
Recep Tayyip Erdogan

La politica della Turchia di Erdogan in Medio Oriente è miseramente fallita

© AP Photo / Francois Mori
Politica
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Sradicando il "servilismo", la leadership turca ha solo aumentato la dipendenza di Ankara dagli altri Paesi. Erdogan e Davutoglu non ci capiscono di politica estera e vedono le alternative alla cooperazione con la Russia dove non ci sono, ritiene l'analista del giornale turco “Hurriyet”.

La Turchia ha completamente fallito in Medio Oriente ed è intrappolata nella limitata comprensione di politica estera del presidente Erdogan e del primo ministro Davutoglu, ritiene Semih Idiz, editorialista del giornale turco "Hurriyet".

La leadership del Paese si basa sul fatto che la Turchia è la guida della regione e può vantarsi davanti alla Russia di avere alternative nel commercio, nel turismo e nel settore energetico. Contemporaneamente, scrive Idiz, la cooperazione energetica di Ankara con l'Azerbaigian e il Qatar è un grosso punto interrogativo e non risponde agli interessi del Paese, mentre i turchi, il cui business è legato con la Russia, vivono in uno stato di panico.

Se un'alternativa esiste, perché finora la Turchia non ci ha lavorato, ma piuttosto "ha messo tutte le uova nello stesso paniere", si chiede il giornalista.

Oggi la Turchia non ha relazioni con Israele e con l'Egitto, si è allontanata dall'Iran e con l'Iraq i rapporti sono appesi ad un filo, così l'editorialista descrive la situazione reale del Paese nella regione.

Se prima dell'arrivo al potere di Erdogan Ankara perseguiva la politica della non ingerenza negli affari interni degli altri Paesi, per non dire del cambiamento dei regimi, l'attuale presidente e il premier Davutoglu hanno rinunciato a questa linea, sostenendo che si basi su una comprensione "servile" delle capacità regionali della Turchia.

Il fatto che la leadership del Paese non abbia mai capito le dinamiche di base dei processi della regione e del suo ruolo agli occhi dei vicini, è emerso abbastanza velocemente, ritiene Idiz. Sradicando il "servilismo", Erdogan e Davutoglu hanno solo aumentato la dipendenza di Ankara dagli aiuti esterni in materia di sicurezza.

La Turchia si aggrappa ad altri Paesi nel tentativo di riacquistare almeno in parte l'influenza perduta, cosa che indica il fallimento delle sue politiche, conclude l'analista.

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Tags:
Commercio, Turismo, Diplomazia Internazionale, Geopolitica, Economia, Politica Internazionale, Ahmet Davutoglu, Recep Erdogan, Siria, Qatar, Azerbaigian, Israele, Egitto, Medio Oriente, Turchia
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