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16:43 21 Ottobre 2019
Kiev

Yanukovych propone di risolvere il problema del Donbass con la federalizzazione

© East News / AP Photo/Sergei Chuzavkov
Politica
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Nel prossimo futuro la questione della federalizzazione non scomparirà dall'agenda politica, tuttavia non si riuscirà a trovare una soluzione a breve, ha dichiarato l'ex presidente dell'Ucraina Viktor Yanukovych in un'intervista con “RIA Novosti”.

Risolvere il problema dello status speciale del Donbass in Ucraina è possibile sfruttando il modello di federalizzazione presente negli Stati Uniti, in Germania o in Svizzera, ritiene l'ex presidente ucraino Viktor Yanukovych.

"Per risolvere la tragedia in corso nel Donbass, è necessario guardare alla storia. So che l'argomento del federalismo, per esempio, dà fastidio alle attuali autorità ucraine ed è diventato sinonimo di separatismo e terrorismo. Perché non chiedere a Stati Uniti, Germania o Svizzera di condividere le loro esperienze federalizzazione?," — Yanukovych ha detto in un'intervista con "RIA Novosti".

Allo stesso tempo Yanukovych ritiene che la questione della federalizzazione nel prossimo futuro non scomparirà dall'agenda politica, tuttavia non si riuscirà a trovare una soluzione a breve. Pertanto è necessario avviare un dialogo su questo tema.

"Non è una questione incombente, ma affinchè l'Ucraina abbia un domani, dobbiamo cercare oggi qualcosa che unisca tutta l'Ucraina," — ha sottolineato.

In precedenza l'ex primo ministro ucraino e presidente del "Comitato di salvezza dell'Ucraina" Mykola Azarov aveva affermato che l'Ucraina dovrebbe svilupparsi come uno Stato federale costituito da tre o quattro blocchi, mentre il Donbass dovrebbe avere il diritto di veto su determinate questioni.

A sua volta il presidente dell'Ucraina Petr Poroshenko nega costantemente la possibilità di federalizzazione del Paese, insistendo sul fatto che l'Ucraina debba rimanere uno Stato unitario.

Contemporaneamente le autorità di Kiev si dichiarano disposte ad un decentramento, che però non riguarderebbe questioni come la difesa, la sicurezza nazionale e la politica estera. La bozza di emendamenti alla Costituzione dell'Ucraina era stata presa in considerazione in prima lettura dal Parlamento lo scorso agosto, ma a seguito dell'adozione dei corrispondenti emendamenti un gruppo di nazionalisti aveva cercato di prendere d'assalto l'edificio del Parlamento.

Dopo il colpo di stato di Maidan nel febbraio 2014, molti residenti delle regioni sud-orientali non hanno riconosciuto la legittimità del nuovo governo, chiedendo inizialmente la federalizzazione del Paese, dopodichè l'indipendenza. Da aprile dello scorso anno le autorità ucraine hanno lanciato un'operazione militare contro le autoproclamate Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, dall'inizio del conflitto le vittime sono più di 8mila persone. La normalizzazione della crisi viene discussa anche durante le riunioni a Minsk del gruppo di contatto, che dallo scorso settembre ha adottato tre documenti che disciplinano le operazioni di de-escalation del conflitto.

Gli accordi di febbraio di Minsk, oltre al cessate il fuoco, al ritiro delle armi pesanti e alla creazione di una zona di sicurezza, obbligano le autorità ucraine ad intraprendere un dialogo diretto con i rappresentanti degli autonomisti di Donetsk e Lugansk, in particolare sulla questione delle elezioni regionali locali, delle modifiche costituzionali per il decentramento, nonché sul riconoscimento legislativo dello statuto speciale "di singole zone delle regioni di Donetsk e Lugansk."

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Tags:
Accordi di Minsk, federalismo, Viktor Yanukovych, Mykola Azarov, Repubblica Popolare di Lugansk, Repubblica popolare di Donetsk, Donbass
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